Venditori di SEO o di snake oil?

Ott 12, 2016
Ott 12, 2016 nbaggio

Venditori di SEO o di snake oil?

Vi ricordate quelle scene nei film western in cui fanno la loro comparsa i venditori ambulanti di miracolosi intrugli (snake oil) in grado di curare ogni tipo di malattia? Si trattava di veri e propri impostori che tentavano di piazzare i loro prodotti, spesso a base di whisky, alla folla di curiosi che si radunava intorno ai loro improvvisati mercatini, spacciandoli per veri elisir di lunga vita.

Bene. E’ quello che sta succedendo ormai da molti anni per la SEO (search engine optimization) ovvero quelle tecniche per ottimizzare il posizionamento dei siti web nei risultati delle ricerche fatte dagli utenti con Google o altri motori di ricerca, con lo scopo di ottenere visibilità e traffico di utenti interessati (per le aziende leggi clienti potenziali) a quel determinato argomento o prodotto.

Vi sarà capitato sicuramente, mentre navigate nei mari del web, di incontrare annunci mirabolanti del tipo “Il tuo sito ai primi posti nei motori di ricerca”? Come? Seguendo fantomatiche quanto, ormai, illusorie tecniche SEO. Perché “illusorie”? Se avete l’ardire o la pazienza di leggere tutto questo articolo lo scopriremo presto.
Non vi nascondo che so già che qualcuno tra i lettori di questo articolo sta già affilando le armi per controbattere: “come? La SEO non serve?”
La carovana dei venditori di fumo nel web è lunga ed inarrestabile e, molti di loro, sono persino convinti di vendere quello che promettono. E non mi dilungo in dimostrazioni. Vi basterà andare nella pagina in cui lo stesso Google, il motore di ricerca per eccellenza, vi parla di questi imbonitori mettendovi in guardia dalle loro promesse. Il link della pagina in questione è in fondo a questo articolo però adesso non distraetevi: ci sono cose anche più interessanti da leggere prima di andare a rovistare in casa Google.

Non sto dicendo e non intendo dire che la SEO non è utile ma solo che non serve a raggiungere gli obiettivi come promettono e a volte – addirittura – garantiscono molti venditori di snake oil del web nella presente era. La SEO è una attività serissima che richiede impegno e lavoro diuturno per raggiungere buoni risultati. Per intenderci non stiamo parlando di consulenze di qualche settimana ma di un esercizio che riguarda la stessa scrittura dei contenuti di un sito o un blog durante tutto l’arco della sua esistenza. In altri termini da qui all’eternità e non da qui al prossimo bonifico del “super consulente” SEO di turno.

Perché non si può garantire il primo posto o i primi posti nei motori di ricerca

Per rispondervi vi racconto una storia. Tanti anni fa, ebbene sì, ho i capelli bianchi, sono stato tra i primi in Italia a creare siti web ed uno di questi, proprio grazie ai favolosi meta tag della search engine optimization ovvero titolo, descrizione e keyword, era piombato ai primi posti dei motori di ricerca per tutte le keyword principali del settore in cui operava (finanza agevolata). Pensate un po’, Google non esisteva o muoveva i primi passi. Sì, proprio così! All’epoca il motore più gettonato aveva un nome letterario: Altavista. E da questo motore Google ha tratto infinita ispirazione, risorse umane e tecniche. Yahoo lo ha acquistato e spento. Poi c’erano molti altri, con nomi sempre molto evocativi come “Il trovatore”, “Arianna”, “Virgilio”. Dico c’erano anche se molti esistono ancora ma è una esitenza, come dire, offuscata da Google: il search engine di ricerca per antonomasia.

Ricordo che il Sole 24 Ore aveva indetto anche un Concorso in cui quel piccolo sito che gestivo contendeva i primi posti della classifica a grandi aziende del settore bancario e finanziario tanto che arrivò da parte loro anche la classica telefonata: “scusa ma come fai?”. Domanda rimasta senza risposta perché all’epoca gigioneggiavo un po’ con questa cosa e, inoltre, avrei potuto indispettire l’interlocutore di turno rendendo palese la sua ignoranza.

Però attenzione: stiamo parlando di un’era archeologica per il web. Esistevano poco più, o poco meno di centomila siti web. Oggi sono molti, molti di più. Se volete potete seguire in diretta la loro crescita: mentre scrivo questo articolo abbiamo superato abbondantemente il miliardo di siti web.

Io avevo imparato a conoscere ed applicare due o tre regole e solo con quelle mi divertivo a scalare le classifiche nelle serp (pagine dei risultati delle ricerche nei motori di ricerca).

Oggi la SEO è diventata fonte di business e, tanto per rimanere con gli esempi nella stessa chiave storica di questo articolo, un po’ come fu nel Far West la corsa all’oro del Klondike. Molti cercavano l’oro, pochi lo trovarono ma molti si arricchirono vendendo badili!

Tanti SEO specialist sono i venditori di badili dell’era contemporanea. Non c’è giorno che non nasca una nuova agenzia, un nuovo SEO specialist. Molti sono rampanti, talvolta giovanissimi ma parlano delle loro esperienze come se esercitassero queste tecniche dall’inizio del secolo.

Ma veniamo a noi: vediamo perché non si può garantire il primo posto nei motori di ricerca o, meglio, in alcuni casi si può raggiungere ma veramente non si può garantire.

E’ presto detto. Immaginate che uno di questi specialisti vi proponga il suo servizio garantendovi il primo posto in Google con le vostre keyword preferite. Voi accettare e pagate. Fantastico! In poche settimane scoprite (ma è diventato sempre più difficile farlo) che siete effettivamente ai primi posti nei motori di ricerca se non per tutte almeno per alcune keyword. Purtroppo negli stessi giorni quello stesso specialista riceve la telefonata di un vostro concorrente che, per quelle stesse keyword, vuole ottenere lo stesso risultato su Google. Che fa lo specialista? Risponde: “No, mi spiace, posso tentare per altre keyword diverse che non sono appannaggio già di un mio cliente.” Ragazzi, sto esemplificando per farmi capire, ma veramente credete possibile una simile risposta? Ovviamente quel tipo di specialista offirà lo stesso servizio al nuovo cliente. Del resto perché dovrebbe fare diversamente? Perché cambiare stile quando non è stato corretto già in partenza volendo “garantire” qualcosa che non può garantire per il semplice fatto che non dipende da lui visto che:
– domani o un altro giorno qualsiasi se non lui un altro consulente farà il suo stesso lavoro per un’altra impresa interessata ad apparire ai primi posti con le stesse parole chiave;
– Google è il solo proprietario dell’algoritmo o dei sistemi con cui per determinate chiavi di ricerca un determinato sito web apparirà in testa ai risultati;
– quell’algoritmo e quei sistemi sono continuamente sottoposti a revisione per cui i risultati del lavoro di un SEO possono essere compromessi o stravolti nel corso di una sola notte.

L’illusorietà delle pure tecniche SEO è tutta qui.

E non ci sono algoritmi o non algoritmi che tengano e chiacchiere di altro genere. Sono anni che lavoro in questo settore e uno che mi abbia dimostrato il potere miracolante della SEO per creare traffico e conversioni lo sto ancora aspettando.
Come sempre si abusa della sostanziale e irriducibile asimmetria informativa tra cliente e specialista o, per dirla in parole povere, dell’ignoranza del cliente per acquisirlo attraverso il solito espediente della fantomatica pre-analisi che dimostrerebbe le deficienze vere o presunte di un determinato sito web. Il web è pieno di questi tools più o meno qualificati che tutti possono usare liberamente ma sono puramente indicativi e non dimostrano che un sito è realizzato meglio di un altro sotto ogni punto di vista. Provate a usarli e noterete che la stessa analisi eseguita su un altro grande sito come, ad esempio, il quotidiano Repubblica, evidenzierà che rilievi negativi ci sono sempre per tutti, anche per i siti web più quotati perché più è complesso, articolato e ricco di contenuti un sito web più probabilità ci sono che vi siano degli errori e delle imperfezioni.

Il vero obiettivo di molti SEO specialist

Una volta acquisito il cliente con lo specchietto per le allodole della pre-analisi SEO, il vero obiettivo di questi specialisti è vendere altri servizi ad alto valore aggiunto come il rifacimento del sito web (usando la tesi della sua indattabilità alle strategie SEO) e l’acquisto di pubblicità Pay per click. Indovinate su che spazi… quelli di Google ovviamente! Infatti, se ci fate caso, quasi sempre in quei mirabolanti annunci fa capolino il logo “Google Partner”. Chiaro?

Per carità, niente di male, i SEO specialist sono consulenti non benefattori, hanno fatto di Google il loro affare e Google ha fatto di loro il suo affare. Vorrei dire l’affare del secolo (o dei secoli). Google è diventato praticamente l’unico vero motore di ricerca e da solo, SEO o non SEO, veicola la maggior parte dei visitatori che riceviamo nei nostri siti web. E questo monopolio si estende a tanti altri ambiti e settori in cui Google fa pesare la sua posizione dominante.

Ma l’illusorietà dei mitici risultati delle Agenzie SEO meno serie diventa ancor più netta e palese se analizziamo come i visitatori usano i risultati dei motori di ricerca…

Però tempo al tempo, questa è la prima puntata, vi rinvio al prossimo articolo. Scopriremo molte altre vie per avere visibilità e conversioni nel web del tutto alternative alla mitologia SEO e molto più concrete e percorribili da tutti, talvolta con relativo poco sforzo e impegno economico. Si tratta di sistemi che offrono in modo stabile quello che promettono.

Link di approfondimento

Google parla della SEO e mette in guardia gli utenti

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nbaggio

L'autore di questo articolo è Nicola Scarabaggio alias nbaggio, si occupa di marketing digitale fin dai primordi dell'internet. Ha i capelli bianchi e un po' di esperienza ma essendo troppo concentrato sul fare non vuole insegnar nulla a nessuno.