Set 3, 2009 nbaggio

Unicredit per le imprese che rischiano la chiusura

Alessandro Profumo

Da un articolo di Antonio Signorini apparso su IlGiornale.it

Roma – Allungamento dei piani di ammortamento fino a 5 anni, finanziamenti personali per gli imprenditori in difficoltà, prestiti e misure per sostenere esigenze di cassa. Dopo la «boccata di ossigeno» della moratoria dei debiti per le Pmi voluta dal ministro Tremonti, Unicredit ha firmato con quattro delle organizzazioni più rappresentative dell’artigianato e del commercio, l’intesa per realizzare un’altra iniziativa, questa volta destinata a 10mila imprese piccolissime. Quasi tutte sotto i 20 dipendenti, ha spiegato Roberto Nicastro, deputy ceo dell’istituto bancario. Si chiama «Sos Impresa Italia» perché è destinata alle aziende che rischiano la chiusura.
«Se nella prima parte dell’anno il sistema economico aveva oltre 40 di febbre, adesso è in miglioramento ma non è ancora sfebbrato. L’operazione – ha aggiunto Nicastro – alla fine avrà una cubatura non lontana da un miliardo di euro».

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L’idea è quella di superare certe rigidità e automatismi che in tempi di crisi rischiano di strozzare le imprese. «La procedura di accesso al progetto sarà molto snella e va a rimuovere le rigidità di Basilea 2 – ha spiegato Guerrini -. Bisogna dimostrare che il credito alle piccole imprese è soffocato da questi regolamenti così rigidi e da questa burocrazia. Bisogna dare ossigeno all’impresa vera, all’impresa radicata nel territorio, a quelle oltre 4 milioni e mezzo di imprese italiane che sviluppano la propria attività e danno lavoro agli italiani».
L’intesa prevede nel dettaglio gli interventi. Per quanto riguarda l’allungamento dei piani di ammortamento, possono arrivare fino a 5 anni rispetto alla durata originaria. È previsto anche l’accodamento alla fine del piano delle quote arretrate non pagate. Possibile, poi, sospendere per 12 mesi il pagamento delle rate per la quota capitale sostituite con rate di soli interessi. Poi mutui ipotecari concessi a titolo personale agli imprenditori; il consolidamento di passività a breve termine e prestiti partecipativi per rafforzare la situazione patrimoniale dell’azienda. Infine l’allungamento a 270 giorni della scadenze del credito a breve per sostenere le esigenze di cassa.

Viene da chiedersi: ma non era meglio evitare di portarle sull’orlo del fallimento tante piccole imprese con gli assurdi criteri di Basilea 2? Invece di evitare il naufragio preferiamo lanciare salvagenti e scialuppe di salvataggio.

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nbaggio

L'autore di questo articolo è Nicola Scarabaggio alias nbaggio, si occupa di marketing digitale fin dai primordi dell'internet. Ha i capelli bianchi e un po' di esperienza ma essendo troppo concentrato sul fare non vuole insegnar nulla a nessuno.

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