Set 17, 2007 nbaggio

La prima innovazione? Assumere uno scrittore

Luis Borges“L’universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione, nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente.”
Sono le parole di un racconto di Luis Borges che, nell’era di Google, sembrano profetiche.
A pochi anni dalla scomparsa del grande scrittore argentino, infatti, due studenti ventenni di Stanford creano Google, l’impresa che persegue l’incredibile obiettivo di “organizzare la conoscenza del mondo intero e renderla accessibile a tutti”, come scrive Vittorio Zucconi in un suo bellissimo articolo apparso su Repubblica. Il protagonista assoluto dell’era internet, però, non è Google ma la scrittura.

Spesso non riflettiamo abbastanza sul fatto che il web, l’immensa piattaforma della conoscenza dei nostri tempi, è fatto di parole. Sono proprio le parole la materia prima, i mattoni di questa immensa Torre di Babele chiamata Rete che Google archivia, classifica e rende accessibile a tutti. Persino le pagine web, che ogni giorno sfogliamo, sono realizzate con un codice di programmazione fatto di parole. Nel mondo dell’internet assistiamo dunque a una vera e propria rivincita del testo su tutte le altre forme di comunicazione e manifestazione della creatività umana. Sì, perché tutti gli altri contenuti di tipo multimediale, basati su immagini o flussi video e audio, esistono nel web in quanto sono archiviabili, classificabili e rintracciabili in Google tramite i loro nomi e i “tag”, ovvero altre parole che li identificano indicando anche le categorie a cui appartengono.

Questo primato dei contenuti testuali su quelli grafici e multimediali, che trova la sua migliore dimostrazione proprio nelle pagine con fondo bianco e grafica zero di Google, pone in primissimo piano l’importanza della scrittura e della qualità dei testi presenti in una pagina o sito web.

Nel web, più che mai, per presentare una impresa, dare una notizia, raccontare una storia reale o inventata, esprimere una emozione, bisogna fare i conti con la scrittura. E la qualità, l’originalità, l’interesse dei contenuti di un sito internet sono gli elementi che determinano la visibilità di quelle pagine.

Perché se è vero che una pagina web ha bisogno di tanti accorgimenti tecnici per emergere nello sconfinato archivio dei motori di ricerca è anche vero che senza contenuti di qualità il traffico generato su un sito è perfettamente inutile e, anzi, controproducente. Più o meno è come fare una grande campagna pubblicitaria per attirare clienti in un ipermercato che vende merci scadenti.

Non è forse questo uno dei segreti del grande planetario successo dei Blog? La parola prima di tutto, senza tanti fronzoli ed effetti grafici che, nella migliore delle ipotesi, servono solo a stupire il lettore-visitatore.

Nel web, un sito senza contenuti testuali apprezzabili, ben studiati ed organizzati è come se non esistesse.

E anche l’autore e l’impresa che lo ha creato è inconsistente nel mondo reale. Perché un’impresa senza contenuti non esiste.

Per questo, tutte le volte che l’imprenditore di una piccola o media impresa mi chiede aiuto nella ricerca di personale lo incoraggio a selezionare ed assumere persone che, compatibilmente con le loro mansioni, conoscono ed esercitano bene l’antico mestiere di scrivere.

La prima innovazione, alla portata di tutte le piccole e medie imprese, è proprio questa: assumere uno scrittore.

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nbaggio

L'autore di questo articolo è Nicola Scarabaggio alias nbaggio, si occupa di marketing digitale fin dai primordi dell'internet. Ha i capelli bianchi e un po' di esperienza ma essendo troppo concentrato sul fare non vuole insegnar nulla a nessuno.

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