Ago 23, 2007 nbaggio

Incendi, meno chiacchiere e più tecnologia

Come ogni anno, mezza Italia va a fuoco e la risposta di chi è preposto a intervenire, al solito, è di tipo “burocratico”. Balletto di responsabilità tra Protezione Civile ed Enti Locali, disquisizioni a non finire sui ritardi del catasto degli incendi (sì pure questo ci siamo inventati), pubblica condanna di piromani e incendiari, ecc.
Va bene tutto ma gli incendi appena scoppiati bisogna spegnerli senza permettere che arrivino a minacciare le case della gente e i turisti in vacanza. Tutti gli altri discorsi rispetto a questo fondamentale compito sono secondari mentre divampa la stagione degli incendi.

Qualcuno si è chiesto cosa può fare la tecnologia per aiutarci ad avvistare e spegnere in tempo gli incendi?

Valerio Tramutoli, dell’Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Cnr di Potenza ha diffuso nel mese di luglio un comunicato stampa in cui illustra come le moderne tecnologie satellitari potrebbero aiutarci a spegnere in tempo gli incendi.

“Con un approccio che noi chiamiamo RST differenziale (RST, Tecniche Satellitari Robuste), sarebbe, per esempio, stato possibile individuare i principi di incendio a Peschici con un preavviso di più di mezz’ora rispetto al primo avvistamento”, afferma Tramutoli. “Questo tempo potrebbe, in certi casi, fare la differenza tra un incendio ancora controllabile ed uno che va fuori controllo”.

In Italia gli incendi vengono denunciati con tecniche tradizionali di osservazione (avvistamento da postazioni fisse, da aereo, più spesso da privati cittadini), mediamente entro le prime due ore, più spesso entro un’ora dal momento, stimato, del loro inizio. Accelerare i tempi significa contribuire a limitare i danni.

“Il nuovo satellite meteorologico MSG (Meteosat Second Generation), messo in orbita da Eumetsat nel 2004 (quello le cui immagini vengono proposte in televisione per commentare le previsioni del tempo)”, spiega il ricercatore, “è stato ulteriormente arricchito, rispetto ai satelliti Meteosat che hanno operato nei due decenni precedenti, della possibilità di fornire una immagine ogni 15 minuti del nostro emisfero terrestre e di effettuare osservazioni nel MIR (Medio InfraRosso), nella regione spettrale ove più forte è il segnale emesso dagli incendi boschivi”.

Presso l’Imaa-Cnr, diretto dal prof. Vincenzo Cuomo, in collaborazione con il LADSAT (Laboratorio per l’Analisi dei Dati Satellitari), diretto dal prof. Valerio Tramutoli, Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente (DIFA) dell’Università della Basilicata,  sono state messe a punto Tecniche Satellitari Robuste per l’analisi dei dati MSG, che mirano proprio ad individuare incendi di piccole dimensioni (fino a quelle di un tavolo da ping-pong) sull’intero territorio nazionale nell’arco di soli 15 minuti tra una osservazione e l’altra.
 
Un primo studio di fattibilità ha dimostrato come MSG sia in grado di fornire (a dispetto dei suoi oltre 36.000 km di distanza dalla Terra) un segnale apprezzabile anche a fronte di incendi di piccolissime dimensioni.

In altri termini è possibile rilevare un incendio e spegnerlo quando questo non ha ancora superato le dimensioni di una tavolo da ping pong.

Questo sistema, tuttavia, è ancora in fase di test e solo dalla fine del prossimo anno potrà essere utilizzato.

Ecco una tecnologia che andrebbe promossa accelerandone l’applicazione fino dalla prossima estate. Magari spendendo meno tempo in dichiarazioni e disquisizioni su piromani e catasto degli incendi.

nbaggio

L'autore di questo articolo è Nicola Scarabaggio alias nbaggio, si occupa di marketing digitale fin dai primordi dell'internet. Ha i capelli bianchi e un po' di esperienza ma essendo troppo concentrato sul fare non vuole insegnar nulla a nessuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *