Ago 30, 2009 nbaggio

10 regole commentate per l’email marketing

email-marketingLars Woessner, amministratore delegato in Italia di eCircle, fornitore di prodotti e servizi per l’email marketing, illustra le 10 variabili per una comunicazione dai ritorni garantiti. Le elenco qui di seguito con alcuni miei commenti, riportati in corsivo nell’articolo.

1. Oggetto del messaggio: è un elemento fondamentale, poiché è in base a questo che un utente sceglie se leggere, o meno, il nostro messaggio. L’oggetto deve essere breve, enfatizzare i benefici per l’utente e spingerlo all’azione. – Per favore NON parlate di vantaggi, proprio non usate il termine “vantaggi”. Fa venire in mente la domanda “quali sono gli svantaggi?”.

2. Creatività: gioca un ruolo primario per fare colpo sui lettori. Grazie all’HTML è possibile creare messaggi accattivanti in cui inserire immagini e link. E’ importante riprendere la grafica del sito aziendale, per incrementare il livello di brand awareness, e utilizzare immagini coerenti con i contenuti. – L’uso della grafica ha molte controindicazioni. Una su tutte quella di classificare subito come pubblicità il vostro messaggio e predisporre l’attenzione del lettore in modo diverso e, in linea di massima, meno positivo.

3. Versione testuale: sempre più utenti accedono alle email tramite dispositivi come BlackBerry, dove i messaggi HTML non vengono visualizzati. E’ molto importante quindi che ogni messaggio sia sempre supportato da una versione testuale. – Giusto ma questo vale anche per i normali messaggi di posta elettronica.

5. Logo e call-to–action: posizionare il logo dell’azienda in posizione predominante, in modo che sia immediatamente visibile all’apertura del messaggio. Non dimenticare di includere anche una call-to-action che spinga gli utenti a reagire, offrendo loro molteplici possibilità di contatto (sito, email, telefono, ecc.). – Il logo lo metterei alla fine del messaggio, aprirei invece con un incipit, una bella domanda… ma è un punto di vista e non vale se siamo la Ferrari!

6. Spam: è importante adottare alcune semplici tattiche per fare in modo che il messaggio venga recapitato con successo senza finire nella casella di spam. Non utilizzare colori sgargianti (rosa e rosso in particolare), font insoliti, ‘spammy words’, troppi punti esclamativi o interrogativi e lettere maiuscole. E’ inoltre fondamentale assicurarsi che il codice HTML sia corretto. – Fosse così semplice… Ormai i sistemi antispam dei programmi elettronici occultano ai destinatari anche i messaggi più “innocenti” inviati da mittenti noti…

7. Profilazione: analizzare le informazioni contenute nei profili degli utenti (dati demografici, geografici, informazioni sul comportamento) per inviare informazioni pertinenti e personalizzate. – Quello del mito della profilazione è un argomento molto complesso da affrontare prossimamente in apposito articolo…

8. Personalizzazione: è l’elemento chiave per garantire maggiori ritorni in termini di performance. – Sperando che per personalizzazione non s’intende solo il fatto che in testa al messaggio appare il nome e cognome del destinatario! –
Newsletter ed email “ad hoc” sono la carta vincente per attirare l’attenzione dei destinatari. La tipologia di offerta dovrà sempre considerare le preferenze dei clienti per essere efficace (sconti o voucher, messaggi mono o multi – tematici, offerte speciali).

9. Giorno, ora e frequenza di invio: variano molto a seconda dei destinatari e dei prodotti che si vogliono promuovere. A livello generale, martedì, mercoledì e giovedì, sono i giorni prescelti dagli esperti di marketing per l’invio di newsletter e campagne email. E’ sempre molto importante trovare un giusto equilibrio nella frequenza di invio. – Se possibile inviate i vostri messaggi in modo non troppo regolare, in modo che non sembrino delle “circolari”. Scrivete ai vostri clienti come fate con gli amici. Voi scrivete ai vostri amici con cadenza settimanale?

10. Analisi delle performance: dopo l’invio è fondamentale analizzare il comportamento degli utenti sulla base di aperture, click e degli acquisti effettuati. Grazie a queste preziose informazioni è possibile ottimizzare la propria strategia di email marketing e attuare conseguenti attività di cross-selling e up-selling. – Senza dimenticare che i risultati di ogni messaggio dipendono dallo stesso messaggio e che non è buona regola trarne conclusioni che valgono anche per campagne successive. Questa è l’attività che richiede più esperienza e competenza per evitare che i nostri errori aumentino invece di diminuire.

, , ,

nbaggio

L'autore di questo articolo è Nicola Scarabaggio alias nbaggio, si occupa di marketing digitale fin dai primordi dell'internet. Ha i capelli bianchi e un po' di esperienza ma essendo troppo concentrato sul fare non vuole insegnar nulla a nessuno.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *