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	<title>Strategie di Sviluppo &#187; Innovazione</title>
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	<description>Idee e Progetti per lo Sviluppo e l&#039;Innovazione</description>
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		<title>Social media, la nuova rivoluzione del web</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 11:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[I Social Media stanno rivoluzionando il modo di comunicare e diffondere contenuti nel web e diventano una nuova leva del marketing strategico ed operativo delle imprese. Il posizionamento nei motori di ricerca non basta più. Deve essere affiancato a una strategia vincente e a una presenza dell&#8217;impresa nei Social Media, dove si forma la vera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-183" href="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/06/social-media.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-183" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 2px;" title="social-media" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/06/social-media.jpg" alt="" width="337" height="231" /></a>I <strong>Social Media</strong> stanno rivoluzionando il modo di comunicare e diffondere contenuti nel web e diventano una nuova leva del marketing strategico ed operativo delle imprese. Il posizionamento nei motori di ricerca non basta più. Deve essere affiancato a una strategia vincente e a una presenza dell&#8217;impresa nei Social Media, dove si forma la vera opinione dei clienti sulla qualità di un prodotto o di un servizio. I &#8220;protagonisti&#8221; principali di questa nuova rivoluzione sono <strong>Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, Digg</strong> e, più in generale siti web di forum e gruppi, social network, microblogging, photo sharing, social news. Sull&#8217;argomento suggeriamo la visione di un video &#8211; che è anche una ottima dimostrazione di come si può diffondere nel web un messaggio utilizzando uno di questi nuovi strumenti (Youtube) &#8211; prodotto dal <a href="http://socialnomics.net/" target="_blank"><strong>Blog Socialnomics</strong></a> e tradotto in italiano da una agenzia di comunicazione e marketing.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/v/XLgM1UAiRXU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;hd=1&amp;border=1" target="_blank">Clicca qui per vedere il video in HD</a></p>
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		<title>Contratti di innovazione tecnologica, due miliardi per la ricerca applicata</title>
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		<pubDate>Sat, 01 May 2010 08:03:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti nazionali]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
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		<description><![CDATA[Via libera ai nuovi “contratti di innovazione tecnologica”: il Ministero dello Sviluppo Economico lancia una nuova formula che, attivando investimenti per circa 2 miliardi di euro, favorirà la ricerca applicata e stimolerà nuove opportunità di lavoro per migliaia di ricercatori.
Si tratta di progetti innovativi “fuoriserie”, di importo superiore a 10 milioni di euro, che si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-177" href="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/05/ricerca2.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-177" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 2px;" title="Ricerca e Innovazione" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/05/ricerca2.jpg" alt="" width="269" height="181" /></a>Via libera ai nuovi <strong>“contratti di innovazione tecnologica”</strong>: il Ministero dello Sviluppo Economico lancia una nuova formula che, attivando investimenti per circa 2 miliardi di euro, favorirà la ricerca applicata e stimolerà nuove opportunità di lavoro per migliaia di ricercatori.</p>
<p>Si tratta di progetti innovativi “fuoriserie”, di importo superiore a 10 milioni di euro, che si realizzeranno attraverso le partnership tra pubblico e privato grazie ad un processo di negoziazione. Le risorse disponibili per il finanziamento di questo nuovo strumento, in grado di consentire alle imprese un volume d’investimenti pari a circa 2 miliardi di euro, permetteranno ad oltre 30 mila ricercatori di lavorare per agganciare le sfide tecnologiche del prossimo futuro.</p>
<p>Il decreto del Ministro dello Sviluppo Economico fissa un iter dettagliato e tempi molto stretti per l’attivazione di un “contratto di innovazione”. In sostanza le imprese e gli enti di ricerca sottoscrivono un accordo con la controparte pubblica; lo stanziamento avverrà attraverso una combinazione di prestito agevolato e contributo diretto alla spesa; passeranno solo 4 mesi dalla presentazione del progetto di massima all’approvazione del piano definitivo. I progetti finanziati potranno avere una durata massima di 3 anni.</p>
<p>Tutti gli allegati e maggiori informazioni su questa opportunità nel sito <a href="http://www.aiutidistato.it/2010/04/contratti-di-innovazione-tecnologica/" target="_blank"><strong>www.aiutidistato.it</strong></a></p>
<p><a href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/Dipartimenti/index.php?sezione=Dipartimenti&amp;tema_dir=tema2&amp;id=37"><br />
</a></p>
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		<title>465 milioni di euro per progetti di ricerca industriale</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 18:05:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finanziamenti]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<category><![CDATA[Ricerca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha  pubblicato un invito per la presentazione di progetti di ricerca  industriale e attività non preponderanti di sviluppo  sperimentale, nonché correlati progetti di formazione di ricercatori e/o  tecnici di ricerca. Data inizio bando: 10/02/2010 –  Data  scadenza bando: 09/04/2010.
- Soggetti ammissibili:
Possono presentare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/03/ricerca.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-164" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="ricerca" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/03/ricerca.jpg" alt="" width="200" height="150" /></a>Il Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca ha  pubblicato un invito per la presentazione di <strong>progetti di ricerca  industriale</strong> e attività non preponderanti di sviluppo  sperimentale, nonché correlati progetti di formazione di ricercatori e/o  tecnici di ricerca. <strong>Data inizio bando:</strong> 10/02/2010 –  <strong>Data  scadenza bando:</strong> 09/04/2010.</p>
<p><strong>- Soggetti ammissibili</strong>:<br />
Possono presentare una proposta progettuale: piccole, medie e grandi  imprese (comprese le imprese artigiane), i centri di ricerca con  personalità giuridica autonoma, i consorzi e le società consortili e i  parchi scientifici e tecnologici.</p>
<p>I proponenti sono ammissibili ove dispongano di una stabile  organizzazione localizzata nelle Regioni della Convergenza o si  impegnino a predisporla in tali aree.</p>
<p><strong>- Risorse finanziarie</strong>:<br />
Le risorse finanziarie sono a carico del Programma con copertura valere  sul Fondo europeo di sviluppo regionale  e sul Fondo di Rotazione pari  complessivamente a 465 Milioni di Euro, così individuate&#8230;</p>
<p>[Leggi tutto nel sito <a href="http://www.aiutidistato.it/2010/02/465-milioni-di-euro-per-progetti-di-ricerca-industriale-bando-miur/" target="_blank">AiutidiStato.it</a>]</p>
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		<title>12,5 milioni di euro per imprese hi-tech</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 20:20:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[12,5 milioni di euro per finanziare progetti per il trasferimento tecnologico e per la creazione di nuove imprese hi-tech nelle aree sottoutilizzate. Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Il programma è promosso e finanziato dal MSE con la finalità di valorizzare i risultati della ricerca pubblica, attraverso la diffusione ed il trasferimento di tecnologie al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/01/ministero-sviluppo.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-158" title="ministero-sviluppo" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/01/ministero-sviluppo.jpg" alt="" width="300" height="251" /></a>12,5 milioni di euro</strong> per finanziare progetti per il trasferimento tecnologico e per la creazione di nuove imprese hi-tech nelle aree sottoutilizzate. Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico. Il programma è promosso e finanziato dal MSE con la finalità di valorizzare i risultati della ricerca pubblica, attraverso la diffusione ed il trasferimento di tecnologie al sistema produttivo e la creazione di imprese al alta tecnologia.</p>
<p><strong>BENEFICIARI</strong><br />
I progetti devono essere presentati da raggruppamenti costituiti da almeno tre organismi, tra i quali sia presente, con ruolo di capofila, almeno un&#8217;Università pubblica o un Ente di Ricerca pubblico o un Centro di Ricerca pubblico, specializzati nelle tecnologie che si intendono trasferire, e almeno un&#8217;Associazione imprenditoriale.<br />
Possono far parte dei raggruppamenti anche altri organismi quali, ad esempio CCIAA e le strutture senza fini di lucro, di natura pubblica, privata o mista, che abbiano per scopo e/o oggetto sociale lo svolgimento di attività per l&#8217;innovazione, per il trasferimento tecnologico e/o per la creazione di impresa.<br />
Il raggruppamento, in caso di aggiudicazione, deve aggregarsi in ATS.</p>
<p><strong>TERRITORIO DI APPLICAZIONE</strong><br />
Il raggruppamento proponente deve disporre, entro il termine ultimo di presentazione della domanda, di una o più unità locali idonee, ed adeguate ubicate in <a onclick="window.open('http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/Elenco_aree_ammissibili_agevolazioni_RIDITT.pdf','','resizable=yes,dependent=yes,width=600,height=800');return false;" href="http://www.sviluppoeconomico.gov.it/pdf_upload/documenti/Elenco_aree_ammissibili_agevolazioni_RIDITT.pdf" target="_blank">aree sottoutilizzate</a> del territorio nazionale, aree nelle quali dovrà essere sostenuto almeno il 75% dei costi inerenti le attività progettuali.</p>
<p><strong>AREE TECNOLOGICHE</strong><br />
Ciascun progetto deve essere coerente con le finalità ed essere focalizzato su tecnologie comprese in una sola delle 10 aree tecnologiche di seguito elencate: Tecnologie dei materiali; Tecnologie chimiche separative; Biotecnologie; Tecnologie meccaniche e della produzione industriale; Tecnologie per l&#8217;automazione e la sensoristica; Tecnologie elettriche, elettroniche ed elettro-ottiche; Tecnologie per l&#8217;informatica e le telecomunicazioni; Tecnologie organizzativo-gestionali; Tecnologie ambientali; Tecnologie energetiche.</p>
<p><strong>ATTIVITA&#8217; AMMISSIBILI</strong><br />
Le attività ammissibili al contributo devono necessariamente riferirsi ai seguenti tre ambiti:<br />
A. Attività di studio ed analisi;<br />
B. Attività di promozione, diffusione e dimostrazione;<br />
C. Attività di sostegno alla creazione di nuove imprese ad alta tecnologia.<br />
Ciascun progetto presentato deve necessariamente prevedere attività riconducibili a tutti e tre gli ambiti A, B e C sopraindicati.</p>
<p><strong>DURATA E COSTI</strong><br />
I progetti devono avere durata non inferiore a 12 mesi e non superiore a 24 mesi. Il costo complessivo di ciascun progetto non può essere inferiore ad 1 mln di euro e non può essere superiore a 2 mln di euro.</p>
<p><strong>MISURA AGEVOLATIVA</strong><br />
Sono messe a disposizione risorse finanziarie nella misura massima del 50%, nella forma del contributo alla spesa, delle spese ritenute ammissibili. Il massimo contributo concedibile ammonta pertanto ad 1 mln di euro.</p>
<p><strong>PRESENTAZIONE DOMANDE</strong><br />
I raggruppamenti possono presentare domande di accesso ai contributi, entro 90 gg dalla data di pubblicazione del bando sulla GURI.</p>
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		<title>Il Monte Paschi su Youtube</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Nov 2009 07:57:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Impresa]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
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		<description><![CDATA[MILANO &#8211; Il video, anzi il piccolo film (94 secondi) per la regia di Marco Bellocchio, non è solo il primo spot trasmesso su Youtube in anteprima rispetto alla tv e agli altri media tradizionali. E non testimonia soltanto la decisione di una Banca come il Monte dei Paschi di Siena di siglare un accordo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-149" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="una-storia-italiana" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/11/una-storia-italiana.jpg" alt="una-storia-italiana" width="169" height="225" />MILANO &#8211; Il video, anzi il piccolo film (94 secondi) per la regia di Marco Bellocchio, non è solo il primo spot trasmesso su Youtube in anteprima rispetto alla tv e agli altri media tradizionali. E non testimonia soltanto la decisione di una Banca come il Monte dei Paschi di Siena di siglare un accordo con Google-Youtube per avere un proprio <a href="http://www.youtube.com/bancamps"><strong>canale web</strong></a> dedicato alla comunicazione istituzionale.</p>
<p>In realtà &#8220;Una storia italiana&#8221;, visibile qui prefigura un vero e proprio salto nel campo della comunicazione aziendale. Nel corso dell&#8217;ideazione del film, infatti, è sorta spontanea la necessità di illustrare con una serie di simboli e di prodotti le caratteristiche del Bel Paese.</p>
<p>Puoi inquadrare una moto giapponese che sfreccia attraverso la nostra campagna? Non puoi: molto meglio una Guzzi. E se si tratta di un auto può essere solo made in Italy. E difatti è stata una Fiat. Comunque attenzione: non si tratta del vecchio &#8220;product placement&#8221; ben rodato al cinema per cui il primo piano di una vodka o la marca dell&#8217;auto del protagonista si trasforma in una sorta di passaggio pubblicitario a pagamento. Al contrario stiamo parlando di qualcosa di più sofisticato che nasce su Internet e si trasferisce all&#8217;interno degli sportelli bancari.</p>
<p>Come racconta David Rossi, responsabile della comunicazione di Mps, proprio durante la lavorazione del film che ha debuttato su Youtube si è rafforzata la convinzione di accostare il marchio di una banca italiana nata nel 1472 ad altri marchi simbolo dell&#8217;italianità. Come la Guzzi che oggi è esposta in una trentina di filiali del Monte dei Paschi. Una moto che può essere acquistata direttamente in banca da chi lo desidera utilizzando i servizi di credito al consumo offerti dall&#8217;Istituto.</p>
<p>Ma non basta. Il film di Bellocchio si apre e si chiude sull&#8217;edicola di una piccola città come Verbania con una zoomata sia sulla prima pagina di Repubblica sia sull&#8217;home page di www.repubblica.it. I quotidiani, sembra suggerirci il regista, fanno parte a pieno titolo della nostra &#8220;storia italiana&#8221;. Risultato: in una seconda sperimentazione del Mps, limitata per ora ad una decina di agenzie, chiunque può entrare in banca leggere i principali quotidiani nazionali e locali oltre a sorbire una tazzina di caffè offerta dallo sponsor Lavazza. L&#8217;obiettivo: trasformare la banca in un luogo accogliente dove sia possibile rilassarsi e sostare senza timore.</p>
<p>Quanto al futuro sono allo studio tutta una serie di progetti che coinvolgeranno i gelati Sammontana i libri di Giunti e le caffettiere Bialetti. Poi si vedrà. Insomma, la svolta interattiva e multimediale del Mps frutto della collaborazione con Google si accompagna passo passo ad una nuova strategia nelle partnership. E all&#8217;ambizione di costruire una sorta di ping pong fra quanto avviene nella rete e ciò che accade nella &#8220;rete fisica&#8221; costituita delle agenzie bancarie.<br />
( 28 ottobre 2009)</p>
<p><em>di Giorgio Lonardi,</em><em> Repubblica.it</em></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="425" height="344" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/i2jCtxq4aqo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344" src="http://www.youtube.com/v/i2jCtxq4aqo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Progetto Trio, l&#8217;eccellenza nella formazione a distanza</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[TRIO è un sistema innovativo, facile, gratuito ed intuitivo di apprendere.
TRIO è il sistema di Web Learning della Regione Toscana che mette a disposizione di tutti, in forma totalmente gratuita, prodotti e servizi formativi di facile accesso.
I servizi che TRIO offre sono:
- un ampio catalogo di prodotti formativi (ad oggi circa 1500), organizzati e consultabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- section_menu  TRANS --><img class="alignleft size-full wp-image-146" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Formazione a distanza" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/11/formazione-a-distanza.jpg" alt="formazione-a-distanza" width="207" height="215" />TRIO è un sistema innovativo, facile, gratuito ed intuitivo di apprendere.</p>
<p>TRIO è il sistema di Web Learning della Regione Toscana che mette a disposizione di tutti, in forma <strong>totalmente gratuita</strong>, prodotti e servizi formativi di facile accesso.</p>
<p>I servizi che TRIO offre sono:</p>
<p>- un ampio catalogo di prodotti formativi (ad oggi circa 1500), organizzati e consultabili per area tematica;<br />
- un servizio di tutoraggio on line;<br />
- aule virtuali sincrone e asincrone, per supportare l&#8217;apprendimento collaborativo;<br />
- un servizio di help-desk, a cui si accede attraverso un numero verde dedicato;<br />
- l&#8217;accesso al sistema di Web Learning attraverso Poli di teleformazione situati all&#8217;interno di alcune strutture penitenziarie regionali;<br />
- servizi di supporto ai Poli di teleformazione distribuiti sul territorio e gestiti direttamente dalle Province e Circondari;<br />
- servizi per l&#8217;attivazione e lo sviluppo di Web Learning Group, che consentono l&#8217;accesso al sistema da parte di Enti Pubblici, Imprese, Organismi formativi, Associazioni, etc&#8230;<br />
- servizi di supporto alla rete dei PAAS, una rete di Punti per l&#8217;Accesso Assistito ai Servizi on-line</p>
<p>Alla fine di ogni percorso formativo, avrai la possibilità di verificare il livello delle conoscenze acquisite attraverso un test finale e una volta superato il test potrai richiedere l&#8217;attestato di frequenza.</p>
<p>Per entrare nel mondo TRIO basta collegarsi in rete, dal proprio personal computer, al sito <strong><a href="http://www.progettotrio.it/">www.progettotrio.it</a></strong> oppure recarsi in uno dei Poli di teleformazione distribuiti su tutto il territorio regionale o usufruire della rete dei PAAS.</p>
<p>Chiunque può trovare su TRIO una risposta valida ai propri interessi e alle proprie esigenze formative, nonché migliorare le proprie competenze e la propria spendibilità nel mercato del lavoro.</p>
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		<title>L&#8217;innovatore? E&#8217; un ribelle, uno che non rispetta l&#8217;autorità</title>
		<link>http://www.strategiedisviluppo.it/2009/09/24/linnovatore-e-un-ribelle-uno-che-non-rispetta-lautorita/</link>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 06:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“L’innovatore è un ribelle, è uno che non rispetta l’autorità. Può piacere o non  piacere, ma è così e questo va detto”. Parla Paolo Dario, uno dei più noti robotici  italiani, professore di robotica biomedica alla Scuola Sant’Anna di Pisa e  presso la Waseda University di  Tokio, le due Università che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-129" style="margin: 5px 10px;" title="Paolo Dario" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/paolo-dario.jpg" alt="Paolo Dario" width="250" height="228" />“<em>L’innovatore è un ribelle, è uno che non rispetta l’autorità. Può piacere o non  piacere, ma è così e questo va detto</em>”. Parla <strong>Paolo Dario</strong>, uno dei più noti robotici  italiani, professore di robotica biomedica alla Scuola Sant’Anna di Pisa e  presso la <a href="http://www.waseda.jp/top/index-e.html">Waseda University di  Tokio</a>, le due Università che nel 2008 hanno collaborato per stabilire il nuovo record mondiale di trasmissione ottica senza fili: 1.2 Terabit/s. Paolo Dario è stato a Praga per la <a href="http://ec.europa.eu/information_society/events/fet/2009/index_en.htm">conferenza  FET (Aprile 2009): Future and Emerging Technologies</a>, evento organizzato dalla Commissione Europea che lancerà a partire dal 2013 due FET flagship, programmi di durata decennale e di finanziamento dell’ordine di 500 milioni di euro all’anno. La Commissione ha finanziato la ricerca multidisciplinare sulle tecnologie informatiche del futuro, nell&#8217;ambito del suo programma generale di ricerca, per un totale di 1285 milioni di euro dal 1994.</p>
<blockquote><p><strong>Paolo Dario è lui  stesso un ribelle e ritiene che questa ribellione debba essere organizzata e  strutturata.</strong></p>
<p>“L’innovazione la fanno gli innovatori, non le macchine. Il  problema è come educare gli innovatori”. FET  è l’ambito dove &#8211; ritiene Dario &#8211;  meglio si trovano e ricorda che ben tre scienziati che hanno operato in progetti  in ambito FET hanno vinto il Premio Nobel per la fisica, conferito nel 2007 a  Albert Fert (Francia) e Peter Grünberg (Germania) e nel 2005 a Theodor Hänsch  (Germania).</p>
<p>Secondo Dario la figura dell’ingegnere dovrebbe essere  considerata non più come quella di un progettista e manager, ma come un  inventore e imprenditore. Sarebbe un cambio di paradigma totale. L’industria è  piena di innovatori, ma i manager dovrebbero lasciare spazio all’innovazione a  basso livello. “In Italia la moda e la piccola industria sono dei modelli  interessantissimi di innovazione continua e sono una fucina di nuove capacità”.  Il non accontentarsi e l’inquietudine del non star bene al mondo in cui si vive  sono i motori che muovono chi guarda al futuro.</p>
<p>“In Italia ci sono  tantissimi innovatori, ma fino a quando non si capirà che la meritocrazia è un  concetto basilare, il nostro destino resta quello di essere un Paese cameriere  degli altri e  porteremo i vassoi davanti alle opere create con merito dai  nostri padri”.</p>
<p>Dopo l’ubriacatura di finanza allegra è necessario  tornare alle basi che sono: il saper fare e i principi etici. Una nuova visione  scientifica in cui si cerchi di esplorare frontiere tenendo presenti e premiando  di fatto i talenti, dovunque essi siano: giovani, donne, anziani. Tutti insieme.</p>
<p><strong>Con Internet non ci sono più talenti nascosti perché oramai si è messi a  nudo. Anche i ragazzi possono scoprire quali sono i maestri più adatti.</strong> Si  devono rompere le barriere tradizionali e aprire nuove strade dove le industrie  con orizzonti temporali più brevi potranno trovare i fondi per abbeverarsi e  trovare quello di cui hanno bisogno per crescere.</p>
<p>Il problema grosso oggi  è che le idee che nascono dalla piccola officina non hanno più spazio perché il  mondo è pieno di idee, quindi occorre l’innovazione di alto livello basata sulla  conoscenza scientifica. “Siamo un paese pieno di cattivi maestri in tutti i  settori e i ragazzi devono stare attenti. I Lucignolo della situazione fomentano  e incoraggiano la mente improduttiva o non sono capaci di indicare soluzioni  produttive e costruttive. Questi personaggi andrebbero evitati  accuratamente”.</p>
<p>La sfida vera per il Paese è produrre tanti innovatori  che sono principalmente i dottori di ricerca e l’Italia è un paese che ne ha  paura per vari motivi: i professori universitari non hanno saputo per anni cosa  fosse il dottore di ricerca e spesso era un loro clone che sapeva tantissimo di  pochissimo. In questo modo si espone il dottorando a difficoltà gravissime per  trovare una collocazione. C’è bisogno di dottori con una visione ampia e che  possano trovare tantissimo mercato. Devono possedere le caratteristiche di cui  le industrie hanno bisogno. Non c’è bisogno di sotto-laureati per competere sul  mercato, ma di super-laureati. L’industria vuole persone brave, capaci,  competenti, ma anche con una visione esposta alla competizione internazionale.  “Ci sono decine e decine di giovani italiani stimatissimi che riscuotono  successo. Solo nel nostro laboratorio stiamo cercando 20 persone. I soldi  ci  sono nella ricerca e anche per le industrie”. Non ci sono le sovvenzioni e meno  male quando non sono veramente necessarie. Per chi vuole investire veramente,  per chi vuole innovare veramente, sia a livello nazionale che a livello europeo,  e per i giovani che hanno la determinazione, la capacità e l’ambizione di fare  bene, le opportunità ci sono, anche nel nostro Paese.</p>
<p><em>Fonte: Articolo di Giovanni De Paola apparso su Wired.it</em></p></blockquote>
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		<title>Il libro del futuro? Espresso come il caffè</title>
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		<pubDate>Sat, 19 Sep 2009 07:30:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Uno dei settori in cui l&#8217;innovazione tecnologica e digitale sta producendo cambiamenti sempre più profondi è sicuramente quello dell&#8217;editoria.
Da alcuni anni è già possibile stampare i libri on demand ovvero dopo che sono stati venduti e non prima in grande o piccola tiratura, con un notevole risparmio sui costi di produzione iniziali che spesso inducono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-123" style="margin: 5px 10px;" title="Libri on demand" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/libriondemand.jpg" alt="libriondemand" width="249" height="168" />Uno dei settori in cui l&#8217;innovazione tecnologica e digitale sta producendo cambiamenti sempre più profondi è sicuramente quello dell&#8217;editoria.<br />
Da alcuni anni è già possibile stampare i libri <em>on demand</em> ovvero dopo che sono stati venduti e non prima in grande o piccola tiratura, con un notevole risparmio sui costi di produzione iniziali che spesso inducono molti editori a chiedere agli autori un contributo per pubblicare le loro opere. Provate a pensare ora a una macchina, presente in una libreria, una biblioteca o altro tipo di punto vendita, che stampa un libro di 300 pagine in poco meno di 5 minuti! E&#8217; possibile con la <strong>&#8220;Espresso Book Machine&#8221;</strong> della <a href="http://www.ondemandbooks.com/home.htm" target="_blank"><strong>On Demand Books</strong></a>, compagnia con cui Google punta, con una recente alleanza, a rendere nuovamente disponibili, in formato tascabile, due milioni di libri già digitalizzati e presenti nei suoi archivi ma ormai irreperibili su carta, non più stampati dalle case editrici.</p>
<blockquote><p>In pochi minuti si potrà avere un paperback identico a quelli che si possono comprare nei negozi&#8221;, dicono a Google. &#8220;Con l&#8217;archivio di Google &#8211; ha spiegato il presidente di On Demand Books, <strong>Jason Epstein</strong> &#8211; l&#8217;Espresso Book Machine renderà possibile per i lettori di tutto il mondo avere accesso a milioni di titoli digitali in diversi linguaggi, compresi titoli rari o mai ristampati&#8221;. Le &#8220;Espresso Book Machine&#8221; sono già presenti in una dozzina di librerie e biblioteche in Usa, Australia, Gran Bretagna, Canada ed Egitto, riescono a realizzare un libro di circa 300 pagine in meno di cinque minuti ed il progetto di Google è quello di portarle in molti altri negozi negli Usa. <em>(Fonte: Repubblica.it)</em></p></blockquote>
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		<title>Smau &#8211; Percorsi dell&#8217;innovazione, dall&#8217;idea al business</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 08:22:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Fiere]]></category>
		<category><![CDATA[Talenti]]></category>

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		<description><![CDATA[Percorsi dell&#8217;innovazione. Dall&#8217;idea al business torna a Smau Milano 09 proponendo un&#8217;area che ospiterà le più innovative start up e spin off, centri di ricerca e università, parchi scientifici e distretti tecnologici, operanti in diversi settori: dall&#8217;ICT alla robotica, dalle nanotecnologie all&#8217;aerospazio, dalle biotecnologie al software design.
Per le giovani realtà guidate da giovani ricercatori e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_106" class="wp-caption alignleft" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-106" title="smau" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/smau.jpg" alt="Percorsi dell'innovazione, dall'idea al business" width="400" height="249" /><p class="wp-caption-text">Percorsi dell&#39;innovazione, dall&#39;idea al business</p></div>
<p>Percorsi dell&#8217;innovazione. Dall&#8217;idea al business torna a Smau Milano 09 proponendo un&#8217;area che ospiterà le più innovative start up e spin off, centri di ricerca e università, parchi scientifici e distretti tecnologici, operanti in diversi settori: dall&#8217;ICT alla robotica, dalle nanotecnologie all&#8217;aerospazio, dalle biotecnologie al software design.</p>
<p>Per le giovani realtà guidate da giovani ricercatori e imprenditori pronte a sfidare ogni rischio mettendo in campo tutte le loro risorse, il loro tempo, la loro convinzione e l&#8217;entusiasmo, Percorsi dell&#8217;innovazione. Dall&#8217;idea al business è un&#8217;imperdibile occasione per:</p>
<ul>
<li>incontrare imprenditori e manager interessati ad acquisire progettualità innovative per la propria azienda</li>
<li>entrare in contatto con business angel e venture capital alla ricerca di progetti da finanziare</li>
<li>fare networking con le altre aziende ICT partecipanti all&#8217;evento</li>
<li>beneficiare della visibilità data dal piano di comunicazione dedicato (campagna advertising tradizionale, pubblicazione dedicata distribuita gratuitamente a visitatori e giornalisti, Gallery online, mailing elettronici mirati)</li>
</ul>
<p><a href="http://www.smau.it/html/pdf/2009/smau09-percorsi_innovazione.pdf" target="_blank">Scarica qui la scheda informativa dei Percorsi dell&#8217;Innovazione 2009</a></p>
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		<title>Illuminazione, la luce è sempre più verde</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 08:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione - Offerta]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologie]]></category>

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		<description><![CDATA[Lampadine a basso consumo energetico, materiali eco-responsabili e forme che si  ispirano alla natura: il nuovo corso dell’illuminazione è “green”.
Le luci arredano, disegnano, riempiono gli spazi e, a tutti gli effetti, sono  diventate elementi insostituibili all’interno dell’abitare domestico.
Non più solo dispositivi funzionali dunque, ma veri e propri elementi  decorativi. E oggi contribuiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-107" style="margin: 5px 7px;" title="illuminazione" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/illuminazione.jpg" alt="illuminazione" width="300" height="230" />Lampadine a basso consumo energetico, materiali eco-responsabili e forme che si  ispirano alla natura: il nuovo corso dell’illuminazione è “green”.</p>
<p>Le luci arredano, disegnano, riempiono gli spazi e, a tutti gli effetti, sono  diventate elementi insostituibili all’interno dell’abitare domestico.</p>
<p>Non più solo dispositivi funzionali dunque, ma veri e propri elementi  decorativi. E oggi contribuiscono anche al rispetto dell’ambiente. Il mondo  dell’illuminazione è infatti tra i più sensibili al nuovo corso ecologico  dell’abitare che vuole la casa del futuro sempre più sostenibile. Una luce  “verde” che non significa solo l’utilizzo di materiali riciclati e lampadine a  basso consumo energetico. Lo spirito “green” è anche nelle forme con creazioni  che ricordano piante ed organismi in crescita, come Genesy, disegnata da Zaha  Hadid per <strong>Artemide</strong>, o luci a sospensione dalla forma di alveari, come  quelle dell’azienda milanese <strong>Panzeri</strong>.</p>
<p>Anche i colori sono poco  appariscenti e vicini a quelli naturali e se maison come <strong>Fontana Arte</strong> prediligono il bianco, non mancano le trasparenze che ricordano il colore neutro  dell’acqua.<br />
I materiali utilizzati sono numerosi, ma tutti realizzati con  procedimenti che limitano l’impatto sull’ambiente: dal vetro soffiato a quello  industriale, fino alla fibra di cristallo e al ferro. Fondamentale anche  l’innovazione tecnologica: domotica e led sono le grandi novità. Un esempio su  tutti, il <strong>Cubo di Flos</strong>, dotato di un microchip incorporato che consente  di comandare a distanza il funzionamento e l’intensità luminosa delle lampade. A  tutto vantaggio del risparmio energetico.</p>
<p>Progettate sia per interni che  per esterni, le luci moderne uniscono linee sinuose ed eleganti a tecnologie a  basso impatto ambientale. Le nuove parole d’ordine? Eco design e innovazione per  una luce responsabile non solo della qualità della vita dell’uomo, ma anche di  quella del pianeta.</p>
<p><em>Fonte: Viola Tesorieri, lastampa.it</em></p>
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