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	<title>Strategie di Sviluppo &#187; Formazione</title>
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	<description>Idee e Progetti per lo Sviluppo e l&#039;Innovazione</description>
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		<title>Progetto Trio, l&#8217;eccellenza nella formazione a distanza</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 10:40:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[TRIO è un sistema innovativo, facile, gratuito ed intuitivo di apprendere.
TRIO è il sistema di Web Learning della Regione Toscana che mette a disposizione di tutti, in forma totalmente gratuita, prodotti e servizi formativi di facile accesso.
I servizi che TRIO offre sono:
- un ampio catalogo di prodotti formativi (ad oggi circa 1500), organizzati e consultabili [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- section_menu  TRANS --><img class="alignleft size-full wp-image-146" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Formazione a distanza" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/11/formazione-a-distanza.jpg" alt="formazione-a-distanza" width="207" height="215" />TRIO è un sistema innovativo, facile, gratuito ed intuitivo di apprendere.</p>
<p>TRIO è il sistema di Web Learning della Regione Toscana che mette a disposizione di tutti, in forma <strong>totalmente gratuita</strong>, prodotti e servizi formativi di facile accesso.</p>
<p>I servizi che TRIO offre sono:</p>
<p>- un ampio catalogo di prodotti formativi (ad oggi circa 1500), organizzati e consultabili per area tematica;<br />
- un servizio di tutoraggio on line;<br />
- aule virtuali sincrone e asincrone, per supportare l&#8217;apprendimento collaborativo;<br />
- un servizio di help-desk, a cui si accede attraverso un numero verde dedicato;<br />
- l&#8217;accesso al sistema di Web Learning attraverso Poli di teleformazione situati all&#8217;interno di alcune strutture penitenziarie regionali;<br />
- servizi di supporto ai Poli di teleformazione distribuiti sul territorio e gestiti direttamente dalle Province e Circondari;<br />
- servizi per l&#8217;attivazione e lo sviluppo di Web Learning Group, che consentono l&#8217;accesso al sistema da parte di Enti Pubblici, Imprese, Organismi formativi, Associazioni, etc&#8230;<br />
- servizi di supporto alla rete dei PAAS, una rete di Punti per l&#8217;Accesso Assistito ai Servizi on-line</p>
<p>Alla fine di ogni percorso formativo, avrai la possibilità di verificare il livello delle conoscenze acquisite attraverso un test finale e una volta superato il test potrai richiedere l&#8217;attestato di frequenza.</p>
<p>Per entrare nel mondo TRIO basta collegarsi in rete, dal proprio personal computer, al sito <strong><a href="http://www.progettotrio.it/">www.progettotrio.it</a></strong> oppure recarsi in uno dei Poli di teleformazione distribuiti su tutto il territorio regionale o usufruire della rete dei PAAS.</p>
<p>Chiunque può trovare su TRIO una risposta valida ai propri interessi e alle proprie esigenze formative, nonché migliorare le proprie competenze e la propria spendibilità nel mercato del lavoro.</p>
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		<title>L&#8217;innovatore? E&#8217; un ribelle, uno che non rispetta l&#8217;autorità</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Sep 2009 06:01:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione - Talenti]]></category>
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		<description><![CDATA[“L’innovatore è un ribelle, è uno che non rispetta l’autorità. Può piacere o non  piacere, ma è così e questo va detto”. Parla Paolo Dario, uno dei più noti robotici  italiani, professore di robotica biomedica alla Scuola Sant’Anna di Pisa e  presso la Waseda University di  Tokio, le due Università che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-129" style="margin: 5px 10px;" title="Paolo Dario" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/paolo-dario.jpg" alt="Paolo Dario" width="250" height="228" />“<em>L’innovatore è un ribelle, è uno che non rispetta l’autorità. Può piacere o non  piacere, ma è così e questo va detto</em>”. Parla <strong>Paolo Dario</strong>, uno dei più noti robotici  italiani, professore di robotica biomedica alla Scuola Sant’Anna di Pisa e  presso la <a href="http://www.waseda.jp/top/index-e.html">Waseda University di  Tokio</a>, le due Università che nel 2008 hanno collaborato per stabilire il nuovo record mondiale di trasmissione ottica senza fili: 1.2 Terabit/s. Paolo Dario è stato a Praga per la <a href="http://ec.europa.eu/information_society/events/fet/2009/index_en.htm">conferenza  FET (Aprile 2009): Future and Emerging Technologies</a>, evento organizzato dalla Commissione Europea che lancerà a partire dal 2013 due FET flagship, programmi di durata decennale e di finanziamento dell’ordine di 500 milioni di euro all’anno. La Commissione ha finanziato la ricerca multidisciplinare sulle tecnologie informatiche del futuro, nell&#8217;ambito del suo programma generale di ricerca, per un totale di 1285 milioni di euro dal 1994.</p>
<blockquote><p><strong>Paolo Dario è lui  stesso un ribelle e ritiene che questa ribellione debba essere organizzata e  strutturata.</strong></p>
<p>“L’innovazione la fanno gli innovatori, non le macchine. Il  problema è come educare gli innovatori”. FET  è l’ambito dove &#8211; ritiene Dario &#8211;  meglio si trovano e ricorda che ben tre scienziati che hanno operato in progetti  in ambito FET hanno vinto il Premio Nobel per la fisica, conferito nel 2007 a  Albert Fert (Francia) e Peter Grünberg (Germania) e nel 2005 a Theodor Hänsch  (Germania).</p>
<p>Secondo Dario la figura dell’ingegnere dovrebbe essere  considerata non più come quella di un progettista e manager, ma come un  inventore e imprenditore. Sarebbe un cambio di paradigma totale. L’industria è  piena di innovatori, ma i manager dovrebbero lasciare spazio all’innovazione a  basso livello. “In Italia la moda e la piccola industria sono dei modelli  interessantissimi di innovazione continua e sono una fucina di nuove capacità”.  Il non accontentarsi e l’inquietudine del non star bene al mondo in cui si vive  sono i motori che muovono chi guarda al futuro.</p>
<p>“In Italia ci sono  tantissimi innovatori, ma fino a quando non si capirà che la meritocrazia è un  concetto basilare, il nostro destino resta quello di essere un Paese cameriere  degli altri e  porteremo i vassoi davanti alle opere create con merito dai  nostri padri”.</p>
<p>Dopo l’ubriacatura di finanza allegra è necessario  tornare alle basi che sono: il saper fare e i principi etici. Una nuova visione  scientifica in cui si cerchi di esplorare frontiere tenendo presenti e premiando  di fatto i talenti, dovunque essi siano: giovani, donne, anziani. Tutti insieme.</p>
<p><strong>Con Internet non ci sono più talenti nascosti perché oramai si è messi a  nudo. Anche i ragazzi possono scoprire quali sono i maestri più adatti.</strong> Si  devono rompere le barriere tradizionali e aprire nuove strade dove le industrie  con orizzonti temporali più brevi potranno trovare i fondi per abbeverarsi e  trovare quello di cui hanno bisogno per crescere.</p>
<p>Il problema grosso oggi  è che le idee che nascono dalla piccola officina non hanno più spazio perché il  mondo è pieno di idee, quindi occorre l’innovazione di alto livello basata sulla  conoscenza scientifica. “Siamo un paese pieno di cattivi maestri in tutti i  settori e i ragazzi devono stare attenti. I Lucignolo della situazione fomentano  e incoraggiano la mente improduttiva o non sono capaci di indicare soluzioni  produttive e costruttive. Questi personaggi andrebbero evitati  accuratamente”.</p>
<p>La sfida vera per il Paese è produrre tanti innovatori  che sono principalmente i dottori di ricerca e l’Italia è un paese che ne ha  paura per vari motivi: i professori universitari non hanno saputo per anni cosa  fosse il dottore di ricerca e spesso era un loro clone che sapeva tantissimo di  pochissimo. In questo modo si espone il dottorando a difficoltà gravissime per  trovare una collocazione. C’è bisogno di dottori con una visione ampia e che  possano trovare tantissimo mercato. Devono possedere le caratteristiche di cui  le industrie hanno bisogno. Non c’è bisogno di sotto-laureati per competere sul  mercato, ma di super-laureati. L’industria vuole persone brave, capaci,  competenti, ma anche con una visione esposta alla competizione internazionale.  “Ci sono decine e decine di giovani italiani stimatissimi che riscuotono  successo. Solo nel nostro laboratorio stiamo cercando 20 persone. I soldi  ci  sono nella ricerca e anche per le industrie”. Non ci sono le sovvenzioni e meno  male quando non sono veramente necessarie. Per chi vuole investire veramente,  per chi vuole innovare veramente, sia a livello nazionale che a livello europeo,  e per i giovani che hanno la determinazione, la capacità e l’ambizione di fare  bene, le opportunità ci sono, anche nel nostro Paese.</p>
<p><em>Fonte: Articolo di Giovanni De Paola apparso su Wired.it</em></p></blockquote>
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		<title>Sud, formazione retribuita per seimila giovani disoccupati</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 21:17:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
Sessanta milioni di euro per la formazione di seimila giovani disoccupati in aziende del settore turismo. Il progetto, denominato Lavoro sviluppo turismo 4, è di &#8220;Promuovi Italia&#8221;, società dell&#8217;Enit, partirà a ottobre e avrà durata triennale. Unici requisiti per accedervi: essere senza lavoro e avere la residenza in Campania, Puglia, Sicilia o Calabria. I tirocini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-full wp-image-115" title="promuovitalia" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/promuovitalia.jpg" alt="promuovitalia" width="340" height="86" /></p>
<p>Sessanta milioni di euro per la formazione di seimila giovani disoccupati in aziende del settore turismo. Il progetto, denominato Lavoro sviluppo turismo 4, è di <strong>&#8220;Promuovi Italia&#8221;</strong>, società dell&#8217;<strong>Enit</strong>, partirà a ottobre e avrà durata triennale. Unici requisiti per accedervi: essere senza lavoro e avere la residenza in Campania, Puglia, Sicilia o Calabria. I tirocini avranno una durata variabile dai due mesi e mezzo ai cinque mesi. Ai partecipanti sarà riconosciuta una <strong>borsa lavoro mensile di 500 euro</strong>, indennità sostitutiva di mensa, rimborso spese di viaggio per trasporti locali e a lungo raggio, alloggio e copertura assicurativa. Gli stage si svolgeranno parte nella regione di provenienza dei tirocinanti, parte altrove. E una quota si terrà all&#8217;estero. Il programma, finanziato con fondi europei, è istituito congiuntamente dal Ministero dello Sviluppo Economico, del Welfare e dal Dipartimento per lo Sviluppo e la Competitività del Turismo.</p>
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		<title>Strategie aziendali in periodi di crisi</title>
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		<pubDate>Sun, 06 Sep 2009 07:10:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Prende il via la quarta edizione della Business School, la scuola di Direzione Aziendale promossa dalla Provincia di Siena con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi. Otto gli appuntamenti per corsi appositamente dedicati a piccole e medie imprese.
Questo il primo appuntamento il 10 settembre con Andrea Lipparini, ordinario di Gestione dell’Innovazione all’Università di Bologna.
«La [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong><img class="size-full wp-image-86 alignleft" style="margin: 5px;" title="businessschool250" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/businessschool250.gif" alt="businessschool250" width="250" height="248" />Prende il via la quarta edizione della Business School, la scuola di Direzione Aziendale promossa dalla Provincia di Siena con il contributo della Fondazione Monte dei Paschi. Otto gli appuntamenti per corsi appositamente dedicati a piccole e medie imprese.</strong><br />
Questo il primo appuntamento il 10 settembre con Andrea Lipparini, ordinario di Gestione dell’Innovazione all’Università di Bologna.</em></p>
<p><strong>«La strategia aziendale in periodi di incertezza»</strong> è il titolo del primo incontro della Business School. Prende il via così la quarta edizione della scuola di direzione aziendale che offre opportunità di formazione appositamente dedicate a piccole e medie imprese.<span id="more-87"></span></p>
<p><strong>Il prossimo 10 settembre</strong>, primo appuntamento con l’obiettivo di portare i partecipanti a riflettere sulle proprie risorse non utilizzate  e sull’urgenza di una razionalizzazione nel proprio repertorio di conoscenze e capacità per affrontare i periodi di crisi, come quello che stiamo vivendo.<br />
La Business School è promossa da <strong>Provincia di Siena</strong> e <strong>Agenzia Provinciale dello Sviluppo Locale</strong> con il contributo della <strong>Fondazione Monte dei Paschi</strong>, realizzata con la collaborazione <strong>di Eurobic Toscana Sud</strong>.</p>
<p><strong>Individuare le strategie aziendali migliori </strong>per attraversare il periodo di crisi. Motivare i collaboratori, valorizzare il made in Italy e la piccola impresa sono alcuni dei temi portanti della quarta edizione. 8 sono gli appuntamenti che si terranno tutti presso la sede di <strong>Eurobic</strong>, a Poggibonsi, Siena, a partire da settembre fino a dicembre 2009.</p>
<p><strong>Altra finalità del corso «La strategia aziendale in periodi di incertezza»</strong>, che si svolgerà su due giorni, <strong>10 settembre e 24 settembre</strong>, è quella di sviluppare una riflessione sugli ingredienti fondamentali di un’azione imprenditoriale ispirata alla tolleranza zero vero spreco e non uso della risorsa più importante delle organizzazioni: la conoscenza. Infine, con l’uso di esempi tratti dal mondo delle imprese virtuose, la lezione vuole individuare buone prassi  da portare in azienda in tempi brevi e costi accettabili. Tra le materie di «studio» ci saranno l’analisi del mercato e dei concorrenti in condizioni di incertezza, gli ingredienti dell’iper-competizione, i fattori critici del successo e la mappatura del sistema del valore allargato, il ruolo della tecnologia e dell’innovazione nei periodi di crisi. Saranno effettuati anche specifici case study sulla valorizzazione del capitale umano, intellettuale e relazionale.</p>
<p><strong>Il corso sarà tenuto da Andrea Lipparini</strong>, professore di Gestione dell’Innovazione presso l’Università di Bologna, attualmente consigliere di amministrazione di Air Dolomiti –Lufthansa e membro dei comitati scientifici di Cavour Corporate Finance, Cna Innovazione, Osservatorio Asia. Svolge attività di ricerca sui temi della strategie del business, delle reti di imprese e delle competenze organizzative dello sviluppo.</p>
<p><strong>I corsi prendeono il via il mattino alle 9.30</strong> per interrompersi alle 13.30 e riprendere alle14.30 fino alle 17. Per iscriveri e partecipare è necessario compilare la domanda di partecipazione, che è possibile recuperare presso <strong>Eurobic</strong> in Loc. Salceto e nel sito <a href="http://www.bictoscanasud.it"><strong>www.bictoscanasud.it</strong></a>, ed inviarla a Eurobic Toscana Sud, Loc Salceto, Poggibonsi Siena.<br />
<strong><br />
Per informazioni è possibile</strong> anche telefonare allo 0577/99501, visitare il sito o mandare una mail a <strong><script type="text/javascript"></script><a href="mailto:business.school@bicoscanasud.it">business.school@bicoscanasud.it</a><script type="text/javascript"></script> <span style="DISPLAY: none">Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.<script type="text/javascript"></script> </span></strong>, o visitare il sito di APSLO <a href="http://www.apslo.it"><strong>www.apslo.it</strong></a></p>
<p>Fonte: <a href="http://www.sienafree.it">www.sienafree.it</a></p>
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		<title>La prima innovazione? Assumere uno scrittore</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Sep 2007 10:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>
		<category><![CDATA[Web]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Imprese]]></category>
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		<category><![CDATA[Scrittura]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;L&#8217;universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione, nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente.&#8221;
Sono le parole di un racconto di Luis Borges che, nell&#8217;era di Google, sembrano profetiche.
A pochi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img src="http://www.strategiedisviluppo.it/image/borges.jpg" alt="Luis Borges" hspace="7" vspace="5" width="162" height="178" align="left" />&#8220;L&#8217;universo (che altri chiama la Biblioteca) si compone di un numero indefinito, e forse infinito, di gallerie esagonali, con vasti pozzi di ventilazione, nel mezzo, bordati di basse ringhiere. Da qualsiasi esagono si vedono i piani superiori e inferiori, interminabilmente.&#8221;<br />
</em>Sono le parole di un racconto di <strong>Luis Borges</strong> che, nell&#8217;era di <strong>Google</strong>, sembrano profetiche.<br />
A pochi anni dalla scomparsa del grande scrittore argentino, infatti, due studenti ventenni di Stanford creano Google, l&#8217;impresa che persegue l&#8217;incredibile obiettivo di &#8220;organizzare la conoscenza del mondo intero e renderla accessibile a tutti&#8221;, come scrive <strong>Vittorio Zucconi</strong> in un suo bellissimo <a href="http://www.repubblica.it/2007/09/sezioni/scienza_e_tecnologia/google-10-anni/google-10-anni/google-10-anni.html" target="_blank">articolo</a> apparso su <strong>Repubblica. </strong>Il protagonista assoluto dell&#8217;era internet, però, non è Google ma la <strong>scrittura</strong>.<span id="more-22"></span></p>
<p>Spesso non riflettiamo abbastanza sul fatto che il web, l&#8217;immensa piattaforma della conoscenza dei nostri tempi, è fatto di parole. Sono proprio le parole la materia prima, i mattoni di questa immensa Torre di Babele chiamata Rete che Google archivia, classifica e rende accessibile a tutti. Persino le pagine web, che ogni giorno sfogliamo, sono realizzate con un codice di programmazione fatto di parole. Nel mondo dell&#8217;internet assistiamo dunque a una vera e propria rinvicita del testo su tutte le altre forme di comunicazione e manifestazione della creatività umana. Sì, perché tutti gli altri contenuti di tipo multimediale, basati su immagini o flussi video e audio, esistono nel web in quanto sono archiviabili, classificabili e rintracciabili in Google tramite i loro nomi e i &#8220;tag&#8221;, ovvero altre parole che li identificano indicando anche le categorie a cui appartengono.</p>
<p>Questo primato dei contenuti testuali su quelli grafici e multimediali, che trova la sua migliore dimostrazione proprio nelle pagine con fondo bianco e grafica zero di Google, pone in primissimo piano l&#8217;<strong>importanza della scrittura</strong> e della qualità dei testi presenti in una pagina o sito web.</p>
<p>Nel web, più che mai, per presentare una impresa, dare una notizia, raccontare una storia reale o inventata, esprimere una emozione, bisogna fare i conti con la scrittura. E la qualità, l&#8217;originalità, l&#8217;interesse dei contenuti di un sito internet sono gli elementi che determinano la visibilità di quelle pagine.</p>
<p>Perché se è vero che una pagina web ha bisogno di tanti accorgimenti tecnici per emergere nello sconfinato archivio dei motori di ricerca è anche vero che senza contenuti di qualità il traffico generato su un sito è perfettamente inutile e, anzi, controproducente. Più o meno è come fare una grande campagna pubblicitaria per attirare clienti in un ipermercato che vende merci scadenti.</p>
<p>Non è forse questo uno dei segreti del grande planetario successo dei Blog? La parola prima di tutto, senza tanti fronzoli ed effetti grafici che, nella migliore delle ipotesi, servono solo a stupire il lettore-visitatore.</p>
<p>Nel web, un sito senza contenuti testuali apprezzabili, ben studiati ed organizzati è come se non esistesse.</p>
<p>E anche l&#8217;autore e l&#8217;impresa che lo ha creato è inconsistente nel mondo reale. Perché un&#8217;impresa senza contenuti non esiste.</p>
<p>Per questo, tutte le volte che l&#8217;imprenditore di una piccola o media impresa mi chiede aiuto nella ricerca di personale lo incoraggio a selezionare ed assumere persone che, compatibilmente con le loro mansioni, conoscono ed esercitano bene l&#8217;antico mestiere di scrivere.</p>
<p>La prima innovazione, alla portata di tutte le piccole e medie imprese, è proprio questa: <strong>assumere uno scrittore</strong>.</p>
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