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	<title>Strategie di Sviluppo &#187; Innovazione che non c&#8217;è</title>
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	<description>Idee e Progetti per lo Sviluppo e l&#039;Innovazione</description>
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		<title>Italia, sempre più digital divide</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Nov 2009 10:54:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Anti Digital Divide apprende con sconcerto la decisione del governo di congelare i fondi per lo sviluppo della banda larga. Una decisione miope, che comporterà l’aumento, del già ampio, divario digitale italiano, rispetto ad altri paesi e che lascerà milioni di italiani senza una connessione a banda larga. Si parla di 7 milioni di italiani [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><span style="color: #0033ff;"><img class="alignleft size-full wp-image-134" style="margin: 3px 7px;" title="digital-divide" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/11/digital-divide.jpg" alt="digital-divide" width="204" height="268" /><strong><span style="color: #000000;">Anti Digital Divide</span></strong></span> apprende con sconcerto la decisione del governo di congelare i fondi per lo sviluppo della banda larga. Una decisione miope, che comporterà l’aumento, del già ampio, divario digitale italiano, rispetto ad altri paesi e che lascerà milioni di italiani senza una connessione a banda larga. Si parla di 7 milioni di italiani digital divisi, ma se consideriamo la velocità di 2 mbit/s come soglia minima per definire una connessione effettivamente a banda larga il numero aumenta drasticamente, a causa delle pessime condizione della rete italiana.<br />
Le altre nazioni vedono nella banda larga una soluzione alla crisi economica ed investono ingenti risorse per il suo sviluppo, fissano come obiettivi a breve termine la diffusioni di connessioni a 50/100 mbit/s e rete di nuova generazione in fibra ottica. In Svizzera e Finlandia hanno inserito nel servizio universale l’adsl, riconoscendola come diritto fondamentale. L’Italia invece arranca agli ultimi posti in Europa e non è in grado neanche di garantire 2 mbit/s a milioni di cittadini.</div>
<div>Che fine hanno fatto le 3 I, Internet, Impresa, Inglese, obiettivi strategici del governo? Le stesse imprese hanno chiesto maggiori investimenti nella banda larga, un servizio indispensabile per garantire la competitività.<br />
ADD ritiene pessima la decisione di congelare gli 800 milioni di euro, gli investimenti per la banda larga dovrebbero essere aumentati, non bloccati, i soldi investiti in questo settore garantiscono un rapido ritorno dal punto di vista economico e sociale, questo sarebbe da sfruttare per attivare un circolo virtuoso che potrebbe innescare e accelerare la ripresa economica.<br />
Dopo le <a href="http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=79387&amp;sez=HOME_INITALIA"><span style="color: #0033ff;">vigorose critiche</span></a> di associazioni,  imprese, sindacati,  utenti, il ministero dell’economia ha tentato di correre ai ripari, dicendo di aver già pronta una <a href="http://www.corriere.it/politica/09_novembre_07/piano-stato-privati-banda-larga_f4fb5678-cb62-11de-8d35-00144f02aabc.shtml"><span style="color: #0033ff;">soluzione</span></a> alternativa: <em>“le risorse mancanti potrebbero arrivare dalla Cassa Depositi e Prestiti o da altri soggetti, sotto forma di anticipo in vista dello sblocco dei fondi, e l&#8217;investimento verrebbe remunerato attraverso un ritocco del canone che sarà deciso dall&#8217;Authority.”</em><span id="more-135"></span><br />
<strong>RITOCCO DEL CANONE?</strong> Ma siamo su scherzi a parte? <span style="color: #000000;">Quale canone?</span><br />
Ricordiamo che recentemente sia il canone telefonico sia adsl, unbundling, sono aumentati, nonostante il prezzo dell’adsl in Italia fosse già alto rispetto agli altri paesi e il rapporto prezzo qualità-prestazioni tra i peggiori d’Europa. I 4/5 miliardi di euro annui che Telecom Italia percepisce dal solo canone telefonico e che giustifica con la necessità di ammodernare e manutenere la rete, come sono stati spesi in questi anni? Forse in stock option  e stipendi ai manager, tra i più alti al mondo e per ripianare i vari acquisti di Telecom a debito?<br />
In un periodo di crisi economica in cui le sottoscrizioni di nuovi abbonamenti adsl probabilmente subiranno un calo, aumentare il canone, vorrebbe dire danneggiare ancora di più lo sviluppo della banda larga. Speriamo che non ci sia qualche interesse particolare di alcune lobby, che prevalga sull’interesse generale della collettività. La rete sta assorbendo sempre più pubblicità e pubblico da TV e giornali, forse a qualcuno questo non va bene e si tenta di bloccare o rallentare il suo sviluppo.<br />
Le <a href="http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=133803"><span style="color: #0033ff;">rassicurazioni di Brunetta,</span></a>che parla di fondi comunque sbloccati entro l&#8217;anno, non ci convincono molto, non a causa del ministro, gli riconosciamo un certo impegno nella soluzione del digital divide, in particolare nella PA, ma, siamo stanchi di anni di promesse mai mantenute e ritardi ingiustificabili, i fondi non vanno congelati ma aumentati e usati subito.</p>
<p>ADD ritiene che le soluzioni adatte siano:<br />
-Separazione societaria o funzionale di Telecom Italia, in rete e servizi.  Creare una società indipendente e autonoma che si occupi della rete, con l’obiettivo primario di abbattere il digital divide, con all’interno, AGCOM, associazioni in difesa degli utenti, operatori,  cassa depositi e prestiti, nel cui consiglio direttivo Telecom Italia sia in minoranza, come avviene in Inghilterra.<br />
-Apertura del servizio universale a tutti gli operatori, non solo a Telecom, con inserimento dell’ADSL come diritto. Sull’inserimento della ADSL nel Servizio Universale ADD sta preparando un documento, con alcune soluzioni e paletti che renderebbero meno traumatico questo passaggio agli operatori. Speriamo di essere ascoltati da AGCOM e Governo, intanto consigliamo al governo di leggere o rileggere:</p>
<p>-il piano Caio;<br />
-le dichiarazioni di Viviane Reding, Commissario Europeo per la società dell&#8217;informazione e dei media: <em>&#8220;L&#8217;economia digitale dell&#8217;Europa ha un potenziale incredibile, capace di generare ingenti profitti in tutti i settori; per convertire questo vantaggio in una crescita sostenibile tuttavia, i governi dovranno prendere in mano la situazione, adottando una politica di accoglimento per i nuovi servizi ed abbattendo le barriere esistenti…Dovremmo sfruttare le opportunità offerteci dalla nuova generazione di europei, che presto prenderà le redini del mercato europeo. Questi giovani utilizzano internet abitudinariamente, e sono molto esigenti. Il potenziale economico dei cosiddetti &#8216;nativi digitali&#8217; può essere sbloccato solamente rendendo l&#8217;accesso ai contenuti digitali ancora più semplice ed equo&#8221;</em>;<br />
-le dichiarazioni di Confindustria: <em>“Sappiamo che ogni euro investito nella banda larga ne produce almeno due di aumento di attività economica e di Pil. Il Paese non può rimandare questi interventi”</em><br />
-un documento più datato, 2004, il nostro <a href="http://www.antidigitaldivide.org/index.php?module=cmpro&amp;func=viewpage&amp;pageid=31"><span style="color: #0033ff;">manifesto contro il digital divide,</span></a> in particolare i nove punti che proponevamo come soluzioni, forse se fossero stati applicati celermente non saremmo in questa situazione di ritardo e divario digitale.</p>
<p><em>Fonte: antidigitaldivide.org</em></div>
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		<title>Un nuovo patto fiscale con gli italiani</title>
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		<pubDate>Sun, 02 Sep 2007 07:14:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Innovazione che non c'è]]></category>
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		<description><![CDATA[La sinistra moderata si sveglia ed ecco che il suo nuovo leader, Walter Veltroni, propone &#8220;Un nuovo patto fiscale con gli italiani&#8221;. Un sondaggio su Repubblica sembra confermare l&#8217;attenzione degli italiani per questo nuovo approccio al problema fiscale.
Muta l&#8217;atteggiamento dei politici nei confronti di quello che è un vero e proprio fenomeno sociale?
Ripropongo qui un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img border="1" vspace="5" align="left" width="188" src="http://www.strategiedisviluppo.it/image/paperone.jpg" hspace="10" alt="Dalla storia Il mio quarto milione - www.disney.it" height="153" />La <strong>sinistra moderata</strong> si sveglia ed ecco che il suo nuovo leader, <strong>Walter Veltroni, </strong>propone &#8220;Un nuovo patto fiscale con gli italiani&#8221;. Un <strong><a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/speciale/poll/2007/politica/fisco_servizi.html">sondaggio</a></strong> su Repubblica sembra confermare l&#8217;attenzione degli italiani per questo nuovo approccio al problema fiscale.<br />
Muta l&#8217;atteggiamento dei politici nei confronti di quello che è un vero e proprio fenomeno sociale?<br />
Ripropongo qui un articolo, apparso tempo addietro nel Portale Strategie di Sviluppo, in cui abbozzo una strategia per la lotta all&#8217;evasione che forse comincia a farsi strada anche in ambienti politici e giornalistici.<span id="more-17"></span></p>
<p><strong>200 miliardi</strong> di euro annui: l’<strong>evasione fiscale</strong> in Italia è pari a ben sei volte la manovra finanziaria 2007. Un <strong>fenomeno sociale</strong> che non può essere risolto solo con la repressione.<br />
L&#8217;evasione fiscale ha raggiunto proporzioni tali da condizionare l&#8217;intera economia del Paese. Basterebbe, infatti, risolvere questo problema per risanare i conti pubblici, abbassare le tasse a tutti e promuovere lo sviluppo invece di <strong><a href="http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=136532">penalizzarlo</a></strong> in modo grave. Tuttavia, ancora oggi, l&#8217;argomento viene trattato, non solo a livello di Governo, alla stregua di molte altre italiche questioni.</p>
<p>Politici, giornalisti, opinionisti ed esperti: tutti lo affrontano con un atteggiamento da ordinaria amministrazione, liquidando la questione con la solita tesi che le tasse vanno pagate e che occorre perseguire gli evasori. Pochi si spingono oltre questa pur legittima considerazione.</p>
<p>Chi evade è sicuramente da biasimare e perseguire ma limitarsi a questo significa non voler realmente affrontare e risolvere il problema.<br />
L&#8217;azione repressiva, come sempre, non basta. Se si analizzano i <strong><a href="http://www.contrappunti.info/ma/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=66&amp;Itemid=39">risultati</a></strong> della lotta all&#8217;evasione, nel corso di questi anni, si scopre che le cifre che è possibile recuperare sono veramente risibili. Il procedimento attraverso il quale si può colpire l&#8217;evasore è, come al solito, burocratizzato e farraginoso e produce risultati poco apprezzabili tanto da rendere inattendibili i proclami della classe politica quando afferma di voler sradicare questa mala pianta nel corso di una legislatura.</p>
<p>La verità è che siamo di fronte un fenomeno straordinario per un paese come l&#8217;Italia. Una evasione così estesa, generalizzata e pervicace è il simbolo di uno <strong>scollamento</strong> profondo tra lo Stato e il paese reale.<br />
E&#8217; il segnale di una sfiducia sistematica ed estesa dei cittadini verso il sistema dirigente del paese.<br />
E&#8217; un comportamento che non ha radici solo razionali ma psicologiche. In questo senso è come uno sciopero sotterraneo, mai rinvendicato e mai sospeso, da parte di molti cittadini che non credono più nella capacità dello Stato di onorare i suoi impegni verso di loro.<br />
E non è un caso che l&#8217;evasione sia più diffusa proprio in quelle regioni del Paese in cui lo Stato è più assente e inadempiente e lo sia di più in Italia piuttosto che in altri paesi europei.</p>
<p>Per affrontare e risolvere il problema dell&#8217;evasione occorre rifondare il patto con i Cittadini.<br />
Lo Stato deve chiedersi perché un esercito di imprese e cittadini non pagano le tasse come dovrebbero. Deve chiedersi cosa può fare affinché tale comportamento possa subire un mutamento signficativo.<br />
Invece di arroccarsi sui suoi diritti, lo Stato deve chiedersi quali sono i suoi doveri e se ha qualcosa da farsi rimproverare.</p>
<p>Il riconoscimento dell&#8217;evasione fiscale come <a href="http://www.lavoce.info/news/view.php?SEARCH=L%27evasione+fiscale+un+problema+sociale&amp;ACTION=search&amp;AUTHOR=&amp;RECORD_PAGE=5&amp;id=2&amp;cms_pk=1979&amp;from=index"><strong>fenomeno sociale</strong></a> è la strada che può condurre a risultati importanti.</p>
<p>Un Governo che voglia affrontare la questione in modo decisivo e innovativo, senza ricorrere a nuovi condoni che, di fatto, penalizzano chi paga le tasse e incoraggiano chi non le paga, deve condurre azioni soprattutto sul fronte delle inadempienze e degli sprechi dello Stato.<br />
Si tratta di adottare una strategia che assuma, insieme alla <strong><a href="http://www.infocity.go.it/vedi_articolo.php?id=6435">priorità di comunicare</a></strong> questo modo diverso di affrontare e rinsaldare il patto con i Cittadini, il compito di promuovere azioni che migliorino sensibilmente alcuni servizi essenziali favorendo una nuova percezione, più positiva e incoraggiante, dello Stato e della sua azione. Si pensi alla Scuola, alla Giustizia e ad altri servizi essenziali.</p>
<p>Anche su questo fronte, così importante per lo sviluppo del Paese, non registriamo una nuova più coraggiosa ed efficace strategia di governo.</p>
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		<title>Tutta l&#8217;innovazione, anche quella che non c&#8217;è</title>
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		<pubDate>Tue, 21 Aug 2007 11:35:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione che non c'è]]></category>
		<category><![CDATA[Primo Piano]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Blog di Strategie di Sviluppo. Un nuovo modo di comunicare con i lettori e gli iscritti alla Comunità di un Portale web presente nel web già dal 2002.
Innovazione. E&#8217; la parola magica del momento. Convegni, tavole rotonde, programmi dell&#8217;Unione Europea, iniziative lanciate da soggetti pubblici e privati. Tutti ne parlano, tutti la invocano, tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Blog di Strategie di Sviluppo</strong>. Un nuovo modo di comunicare con i lettori e gli iscritti alla Comunità di un Portale web presente nel web già dal 2002.</p>
<p><strong>Innovazione</strong>. E&#8217; la parola magica del momento. Convegni, tavole rotonde, programmi dell&#8217;Unione Europea, iniziative lanciate da soggetti pubblici e privati. Tutti ne parlano, tutti la invocano, tutti la predicano. Quanti la praticano?</p>
<p><span id="more-5"></span></p>
<p>Questo Blog si propone di esplorare e presentare l&#8217;offerta e la domanda di innovazione in Italia di liberi professionisti, imprese ed istituzioni. Si intende esplorare però <strong>tutta</strong> l&#8217;innovazione. Anche quella che non c&#8217;è.</p>
<p>E mi riferisco a un concetto di innovazione molto esteso che non si limita ai processi organizzativi e produttivi delle imprese ma che si estende a tutto il Sistema Paese.</p>
<p>Perché c&#8217;è un tipo di innovazione &#8220;ambientale&#8221; da cui dipendono tutte le altre innovazioni possibili.</p>
<p>Si tratta proprio dell&#8217;innovazione che nel nostro Paese non c&#8217;è. Si tratta del sistema che sbarra la strada a tutte le altre possibili innovazioni, del blocco sociale, della &#8220;cultura&#8221; mediata, controllata e paludata delle varie accademie, delle consortorie, dei comitati d&#8217;affari che in ogni ambiente, ogni sfera, ogni livello della società italiana coltiva i propri privilegi ed erige barriere per difenderli.</p>
<p>Questo Blog, quindi, intende parlare di tutte le innovazioni possibili, quelle già realizzate e quelle mai realizzate. Intende esplorare anche l&#8217;innovazione che non c&#8217;è e da cui dipendono, in modo più o meno indiretto, tutte le altre possibili innovazioni.</p>
<p>Non potevo che scegliere il blog, lo strumento di comunicazione più interattivo e innovativo della grande Rete, per bypassare le barriere dell&#8217;<strong>Innovazione che non c&#8217;è</strong>.</p>
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