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	<title>Strategie di Sviluppo &#187; Ambiente</title>
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	<description>Idee e Progetti per lo Sviluppo e l&#039;Innovazione</description>
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		<title>Illuminazione, la luce è sempre più verde</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Sep 2009 08:06:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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		<description><![CDATA[Lampadine a basso consumo energetico, materiali eco-responsabili e forme che si ispirano alla natura: il nuovo corso dell’illuminazione è “green”. Le luci arredano, disegnano, riempiono gli spazi e, a tutti gli effetti, sono diventate elementi insostituibili all’interno dell’abitare domestico. Non più solo dispositivi funzionali dunque, ma veri e propri elementi decorativi. E oggi contribuiscono anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-107" style="margin: 5px 7px;" title="illuminazione" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/illuminazione.jpg" alt="illuminazione" width="300" height="230" />Lampadine a basso consumo energetico, materiali eco-responsabili e forme che si  ispirano alla natura: il nuovo corso dell’illuminazione è “green”.</p>
<p>Le luci arredano, disegnano, riempiono gli spazi e, a tutti gli effetti, sono  diventate elementi insostituibili all’interno dell’abitare domestico.</p>
<p>Non più solo dispositivi funzionali dunque, ma veri e propri elementi  decorativi. E oggi contribuiscono anche al rispetto dell’ambiente. Il mondo  dell’illuminazione è infatti tra i più sensibili al nuovo corso ecologico  dell’abitare che vuole la casa del futuro sempre più sostenibile. Una luce  “verde” che non significa solo l’utilizzo di materiali riciclati e lampadine a  basso consumo energetico. Lo spirito “green” è anche nelle forme con creazioni  che ricordano piante ed organismi in crescita, come Genesy, disegnata da Zaha  Hadid per <strong>Artemide</strong>, o luci a sospensione dalla forma di alveari, come  quelle dell’azienda milanese <strong>Panzeri</strong>.</p>
<p>Anche i colori sono poco  appariscenti e vicini a quelli naturali e se maison come <strong>Fontana Arte</strong> prediligono il bianco, non mancano le trasparenze che ricordano il colore neutro  dell’acqua.<br />
I materiali utilizzati sono numerosi, ma tutti realizzati con  procedimenti che limitano l’impatto sull’ambiente: dal vetro soffiato a quello  industriale, fino alla fibra di cristallo e al ferro. Fondamentale anche  l’innovazione tecnologica: domotica e led sono le grandi novità. Un esempio su  tutti, il <strong>Cubo di Flos</strong>, dotato di un microchip incorporato che consente  di comandare a distanza il funzionamento e l’intensità luminosa delle lampade. A  tutto vantaggio del risparmio energetico.</p>
<p>Progettate sia per interni che  per esterni, le luci moderne uniscono linee sinuose ed eleganti a tecnologie a  basso impatto ambientale. Le nuove parole d’ordine? Eco design e innovazione per  una luce responsabile non solo della qualità della vita dell’uomo, ma anche di  quella del pianeta.</p>
<p><em>Fonte: Viola Tesorieri, lastampa.it</em></p>
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		<title>Palermo &#8211; Mille tetti fotovoltaici a costi irrisori</title>
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		<pubDate>Wed, 09 Sep 2009 16:58:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Sviluppo]]></category>

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		<description><![CDATA[Sarà pubblicato lunedì 7 settembre il bando per partecipare all&#8217;iniziativa &#8220;1000 Tetti fotovoltaici per Palermo&#8221;, il progetto che consente ai nuclei familiari residenti in 39 comuni della provincia, di installare un impianto fotovoltaico nella propria abitazione con una spesa di accesso estremamente limitata (poco più di 600,00 euro che si recuperano in circa un anno) [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-109" style="margin: 5px 7px;" title="tetti-fotovoltaici" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/09/tetti-fotovoltaici.jpg" alt="tetti-fotovoltaici" width="300" height="204" />Sarà pubblicato lunedì 7 settembre il bando per partecipare all&#8217;iniziativa &#8220;1000 Tetti fotovoltaici per Palermo&#8221;, il progetto che consente ai nuclei familiari residenti in 39 comuni della provincia, di installare un impianto fotovoltaico nella propria abitazione con una spesa di accesso estremamente limitata (poco più di 600,00 euro che si recuperano in circa un anno) annullando i costi dei consumi elettrici per 20 anni.</p>
<p>L&#8217;avviso sarà affisso negli albi pretori dei Comuni aderenti all&#8217;iniziativa e vi rimarrà pubblicato fino al 28 settembre. Le istanze potranno essere presentate dal 28 settembre al 14 novembre 2009 soltanto tramite una raccomandata postale indirizzata esclusivamente alle amministrazioni che aderiscono all&#8217;iniziativa e ove ricade l&#8217;immobile. La graduatoria sarà stilata per ordine cronologico di data e orario contenuto nel timbro postale.</p>
<p>Si tratta di uno dei più importanti investimenti privati a favore dello sviluppo sostenibile del nostro territorio, promosso dalla Lega delle Cooperative di Palermo con capofila il Consorzio nazionale Abn &#8211; a&amp;b network sociale di Perugia e la partecipazione del Consorzio Il Lavoro Solidale di Catania e di Softenergy, società palermitana specializzata nel settore delle energie rinnovabili.<br />
Dei 39 Comuni che aderiscono al progetto, 22 fanno parte di Sosvima (Madonie), 7 Comuni aderiscono attraverso l&#8217;Agenzia &#8220;Imera Sviluppo 2010&#8243;; le altre amministrazioni interessate sono: Altofonte, Bagheria, Bisacquino, Contessa Entellina, Marineo, Piana degli Albanesi, San Cipirello, Santa Flavia, Trabia e Villabate.</p>
<p>Il progetto &#8220;1000 Tetti fotovoltaici per Palermo&#8221; sarà presentato in tutti i territori secondo un calendario che va da lunedì 7 settembre a lunedì 28 settembre. Queste le iniziative già programmate: Bisacquino venerdì 11 settembre ore 18,30 nel centro culturale ex Teatro, assemblea cittadina con il sindaco e gli amministratori sul tema &#8220;Le azioni del piano energetico regionale e i parchi urbani fotovoltaici: il Progetto 1000 tetti fotovoltaici&#8221;; a Contessa Entellina venerdì 11 settembre alle ore 17,00 nel Palazzo Comunale, incontro con il sindaco e gli amministratori; a Villabate giovedì 17 settembre alle ore 16.30 nell&#8217;aula del consiglio comunale, l&#8217;assemblea cittadina sull&#8217;iniziativa con il sindaco e gli amministratori. Per maggiori informazioni è possibile collegarsi al sito <a href="http://www.milletettifotovoltaici.it/">www.milletettifotovoltaici.it</a>.</p>
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		<title>Inquinare meno e risparmiare carburante</title>
		<link>http://www.strategiedisviluppo.it/2007/10/10/risparmio-carburante/</link>
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		<pubDate>Wed, 10 Oct 2007 09:36:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>gianni cuscito</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Energia]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione - Offerta]]></category>

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		<description><![CDATA[Inquinare meno e risparmiare carburante. Come? Attraverso il FIR Fuel Activator, un prodotto rivoluzionario che si installa in modo semplice, in pochi minuti e senza nessuna esperienza in campo meccanico. Basta montare il dispositivo all&#8217;esterno di una parte non metallica del tubo di ingresso del carburante. Questa innovazione utilizza la tecnologia infrarosso per la riduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img vspace="2" align="left" width="150" src="http://www.strategiedisviluppo.it/image/carburante.jpg" hspace="5" height="120" title="Inquinare meno e risparmiare carburante" />Inquinare meno e risparmiare carburante</strong>. Come? Attraverso il <strong>FIR Fuel Activator</strong>, un prodotto rivoluzionario che si installa in modo semplice, in pochi minuti e senza nessuna esperienza in campo meccanico. Basta montare il dispositivo all&#8217;esterno di una parte non metallica del tubo di ingresso del carburante.<br />
Questa innovazione utilizza la <strong>tecnologia infrarosso</strong> per la riduzione delle emissioni inquinanti, l&#8217;efficienza della combustione nei motori ed il risparmio nei consumi.<span id="more-40"></span></p>
<p>Risparmio del 10% &#8211; 15% del carburante.<br />
Riduzione delle emissioni inquinanti del 40%.<br />
Riduzione dei fumi del gasolio del 36% nei motori diesel. Aumento rapporto potenza / coppia nel motore.<br />
Riduzione dei depositi incombusti e, quindi, meno manutenzione iniettori e filtri antiparticolato.<br />
Funziona con motori a benzina, diesel, metano, bio-diesel e GPL su auto, camion, moto, macchine agricole e barche.<br />
Installazione facile e veloce.<br />
Non invalida la garanzia dell&#8217;auto, non è magnetico e non si aggiunge al carburante.<br />
Testato da un laboratorio americano indipendente riconosciuto dall&#8217;EPA che certifica risparmi fino al 19,1%.<br />
Testato dall&#8217;Università del Michigan (Dearborn) che certifica emissioni di CO ridotte del 30%.<br />
Qualunque tecnologia per il risparmio di carburante deve essere supportata da una evidenza scientifica. Negli U.S.A., nel 2002 la FTC (Federal Trade Commission) l&#8217;Ente Americano che si occupa della protezione del Consumatore ha proibito la vendita di tutti i prodotti per il risparmio di carburante che non avessero adeguato e scientifico supporto documentale. Nel 2003 la Aldi Far-IR produttrice del FIR è stata autorizzata alla vendita perchè completamente in regola con quanto richiesto dalla FTC.</p>
<p>Maggiori nformazioni le trovate qui: <a href="http://www.logisticsolutions.it/">www.logisticsolutions.it</a> e in un documento in formato .pdf (*)<font size="2"> </font>che potete prelevare <a target="_blank" href="http://www.giannicuscito.it/Portals/0/schede%20tecniche/FIR.pdf">cliccando qui</a>.</p>
<p>***<br />
<a target="_blank" href="http://www.adobe.com/products/acrobat/readstep2.html">Clicca qui</a> se non hai <em>Acrobat Reader</em> per visualizzare file in formato .pdf.</p>
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		<title>Chi salverà il Sud? Il sole naturalmente&#8230;</title>
		<link>http://www.strategiedisviluppo.it/2007/10/04/chi-salvera-il-sud-il-sole-naturalmente/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Oct 2007 16:46:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Blog Inchiesta]]></category>
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		<description><![CDATA[Si parla sempre di più, per fortuna o per disperazione (viste le bollette sempre più care che dobbiamo pagare), di energie rinnovabili. Tra queste l&#8217;energia solare o, come si dice, il &#8220;fotovoltaico&#8221; sembra dover segnare una sorta di riscatto per quelle regioni più povere del mondo in cui il sole rappresenta praticamente l&#8217;unica grande risorsa. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="2" align="left" width="188" src="http://www.strategiedisviluppo.it/image/fotovoltaico.jpg" hspace="5" height="127" title="Fotovoltaico" />Si parla sempre di più, per fortuna o per disperazione (viste le bollette sempre più care che dobbiamo pagare), di <strong>energie rinnovabili</strong>.<br />
Tra queste l&#8217;energia solare o, come si dice, il &#8220;<strong>fotovoltaico</strong>&#8221; sembra dover segnare una sorta di riscatto per quelle regioni più povere del mondo in cui il sole rappresenta praticamente l&#8217;unica grande risorsa. Si sta diffondendo, infatti, l&#8217;idea di produrre energia solare su <strong>tetti</strong> e <strong>terreni</strong> di grande superfice, presi in affitto appositamente da imprese che si fanno carico dell&#8217;intero investimento necessario per la realizzazione dell&#8217;impianto fotovoltaico.<span id="more-32"></span><br />
<strong>Un ottimo sistema per rendere produttive delle superfici senza effettuare un solo euro di investimento</strong>.<br />
Naturalmente tetti e terreni devono rispondere a una serie di requisiti per garantire la migliore resa possibile e la fattibilità del contratto di affitto per la produzione di energia solare.</p>
<p>In Italia sono proprio le regioni meridionali, più &#8220;baciate&#8221; dal sole, a poter beneficiare di questa grande opportunità.</p>
<p>Ma è proprio così? Scopriamolo insieme con la <strong><a href="http://www.strategiedisviluppo.it/info/inchiesta">Blog Inchiesta</a></strong>, il nuovo servizio offerto dal Blog Strategie di Sviluppo &#8211; Idee e Progetti per lo Sviluppo e l&#8217;Innovazione.</p>
<p>La Blog Inchiesta consiste in un post come quello che state leggendo in cui ci limitiamo a segnalare una opportunità di sviluppo e innovazione, lasciando ai lettori il compito di fornire nei commenti tutte le informazioni o le domande relative all&#8217;argomento.</p>
<p>La Blog Inchiesta è un sistema aperto e trasparente per fare informazione su un dato argomento, scoprendo ed approfondendo tutti i rischi e le opportunità.</p>
<p>*****</p>
<p>Imprese o professionisti che operano nell&#8217;ambito di applicazione di questa opportunità possono presentare la loro offerta di innovazione o la loro particolare professionalità in questo tipo di interventi, utilizzando i servizi gratuiti:<br />
- <a href="http://www.strategiedisviluppo.it/offerta">Presenta la tua Offerta per l&#8217;Innovazione</a><br />
- <a href="http://www.strategiedisviluppo.it/talenti">Presenta il tuo Talento per l&#8217;Innovazione</a></p>
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		<title>Incendi, meno chiacchiere e più tecnologia</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Aug 2007 08:08:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>

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		<description><![CDATA[Come ogni anno, mezza Italia va a fuoco e la risposta di chi è preposto a intervenire, al solito, è di tipo &#8220;burocratico&#8221;. Balletto di responsabilità tra Protezione Civile ed Enti Locali, disquisizioni a non finire sui ritardi del catasto degli incendi (sì pure questo ci siamo inventati), pubblica condanna di piromani e incendiari, ecc. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img vspace="5" align="left" width="230" src="http://www.strategiedisviluppo.it/image/post/incendio.jpg" hspace="5" height="160" />Come ogni anno, <a target="_blank" href="http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/cronaca/incendio-cefalu/roghi-23-ago/roghi-23-ago.html">mezza Italia va a fuoco</a> e la risposta di chi è preposto a intervenire, al solito, è di tipo &#8220;burocratico&#8221;. Balletto di responsabilità tra Protezione Civile ed Enti Locali, disquisizioni a non finire sui ritardi del catasto degli incendi (sì pure questo ci siamo inventati), pubblica condanna di piromani e incendiari, ecc.<br />
Va bene tutto ma gli incendi appena scoppiati bisogna spegnerli senza permettere che arrivino a minacciare le case della gente e i turisti in vacanza. Tutti gli altri discorsi rispetto a questo fondamentale compito sono secondari mentre divampa la stagione degli incendi.<span id="more-15"></span></p>
<p>Qualcuno si è chiesto cosa può fare la tecnologia per aiutarci ad avvistare e spegnere in tempo gli incendi?</p>
<p><strong>Valerio Tramutoli</strong>, dell’<strong>Istituto di metodologie per l’analisi ambientale (Imaa) del Cnr di Potenza</strong> ha diffuso nel mese di luglio un comunicato stampa in cui illustra come le moderne tecnologie satellitari potrebbero aiutarci a spegnere in tempo gli incendi.</p>
<p>“Con un approccio che noi chiamiamo RST differenziale (RST, Tecniche Satellitari Robuste), sarebbe, per esempio, stato possibile individuare i principi di incendio a Peschici con un preavviso di più di mezz’ora rispetto al primo avvistamento”, afferma Tramutoli. “Questo tempo potrebbe, in certi casi, fare la differenza tra un incendio ancora controllabile ed uno che va fuori controllo”.</p>
<p>In Italia gli incendi vengono denunciati con tecniche tradizionali di osservazione (avvistamento da postazioni fisse, da aereo, più spesso da privati cittadini), mediamente entro le prime due ore, più spesso entro un’ora dal momento, stimato, del loro inizio. Accelerare i tempi significa contribuire a limitare i danni.</p>
<p>“Il nuovo satellite meteorologico MSG (Meteosat Second Generation), messo in orbita da Eumetsat nel 2004 (quello le cui immagini vengono proposte in televisione per commentare le previsioni del tempo)”, spiega il ricercatore, “è stato ulteriormente arricchito, rispetto ai satelliti Meteosat che hanno operato nei due decenni precedenti, della possibilità di fornire una immagine ogni 15 minuti del nostro emisfero terrestre e di effettuare osservazioni nel MIR (Medio InfraRosso), nella regione spettrale ove più forte è il segnale emesso dagli incendi boschivi”.</p>
<p>Presso l’Imaa-Cnr, diretto dal <strong>prof. Vincenzo Cuomo</strong>, in collaborazione con il LADSAT (Laboratorio per l’Analisi dei Dati Satellitari), diretto dal prof. Valerio Tramutoli, Dipartimento di Ingegneria e Fisica dell’Ambiente (DIFA) dell’Università della Basilicata,  sono state messe a punto Tecniche Satellitari Robuste per l’analisi dei dati MSG, che mirano proprio ad individuare incendi di piccole dimensioni (fino a quelle di un tavolo da ping-pong) sull’intero territorio nazionale nell’arco di soli 15 minuti tra una osservazione e l’altra.<br />
 <br />
Un primo studio di fattibilità ha dimostrato come MSG sia in grado di fornire (a dispetto dei suoi oltre 36.000 km di distanza dalla Terra) un segnale apprezzabile anche a fronte di incendi di piccolissime dimensioni.</p>
<p>In altri termini è possibile rilevare un incendio e spegnerlo quando questo non ha ancora superato le dimensioni di una tavolo da ping pong.</p>
<p>Questo sistema, tuttavia, è ancora in fase di test e solo dalla fine del prossimo anno potrà essere utilizzato.</p>
<p>Ecco una tecnologia che andrebbe promossa accelerandone l&#8217;applicazione fino dalla prossima estate. Magari spendendo meno tempo in dichiarazioni e disquisizioni su piromani e catasto degli incendi.</p>
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