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	<title>Strategie di Sviluppo &#187; Web Marketing</title>
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	<description>Idee e Progetti per lo Sviluppo e l&#039;Innovazione</description>
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		<title>Social media, la nuova rivoluzione del web</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Jun 2010 11:24:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[I Social Media stanno rivoluzionando il modo di comunicare e diffondere contenuti nel web e diventano una nuova leva del marketing strategico ed operativo delle imprese. Il posizionamento nei motori di ricerca non basta più. Deve essere affiancato a una strategia vincente e a una presenza dell&#8217;impresa nei Social Media, dove si forma la vera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-183" href="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/06/social-media.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-183" style="margin-top: 5px; margin-bottom: 2px;" title="social-media" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/06/social-media.jpg" alt="" width="337" height="231" /></a>I <strong>Social Media</strong> stanno rivoluzionando il modo di comunicare e diffondere contenuti nel web e diventano una nuova leva del marketing strategico ed operativo delle imprese. Il posizionamento nei motori di ricerca non basta più. Deve essere affiancato a una strategia vincente e a una presenza dell&#8217;impresa nei Social Media, dove si forma la vera opinione dei clienti sulla qualità di un prodotto o di un servizio. I &#8220;protagonisti&#8221; principali di questa nuova rivoluzione sono <strong>Facebook, Twitter, Youtube, Flickr, Digg</strong> e, più in generale siti web di forum e gruppi, social network, microblogging, photo sharing, social news. Sull&#8217;argomento suggeriamo la visione di un video &#8211; che è anche una ottima dimostrazione di come si può diffondere nel web un messaggio utilizzando uno di questi nuovi strumenti (Youtube) &#8211; prodotto dal <a href="http://socialnomics.net/" target="_blank"><strong>Blog Socialnomics</strong></a> e tradotto in italiano da una agenzia di comunicazione e marketing.</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/v/XLgM1UAiRXU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;hd=1&amp;border=1" target="_blank">Clicca qui per vedere il video in HD</a></p>
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		<title>Email marketing spaziale: &#8220;Io ti vedo!&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 23:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Ibba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Io ti vedo!”. Non è lo slogan di un prodotto che deterge le lenti degli occhiali, ma è la frase più sentita negli ultimi mesi, da quando i suggestivi personaggi blu del film di James Cameron hanno avuto modo di far conoscere il proprio stile di vita al genere umano. L’Avatar, nella tradizione induista, è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a rel="attachment wp-att-175" href="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/04/avatar.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-175" title="Avatar" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2010/04/avatar.jpg" alt="" width="215" height="215" /></a>“Io ti vedo!”. Non è lo slogan di un prodotto che deterge le lenti degli occhiali, ma è la frase più sentita negli ultimi mesi, da quando i suggestivi personaggi blu del film di <strong>James Cameron</strong> hanno avuto modo di far conoscere il proprio stile di vita al genere umano. L’<strong>Avatar</strong>, nella tradizione induista, è la rappresentazione fisica di un dio; in termini informatici è la raffigurazione della propria utenza nelle comunità virtuali o nei giochi di ruolo.<br />
Anche le email inviate possono essere una sorta di avatar: forniscono una rappresentazione a distanza di noi, dei nostri prodotti o servizi, del nostro modo di agire, del modo in cui ci approcciamo alla realtà, al business. Se le <strong>email</strong> denotano trasparenza nei contenuti, linearità nel design, chiarezza di informazioni, parallelamente sarà così anche il vostro business: potrete in questo modo conquistare la fiducia dei destinatari delle vostre campagne di email marketing ed entrare a far parte del loro mondo.</p>
<p>“<strong>Vedere</strong>” i propri clienti, significa dunque conoscerli in profondità, comprenderne lo stile di vita, percepirne i reali bisogni ed intuire anche i canali comunicativi con cui è più facile entrare in sintonia. Lo scaltro, ma onesto, Jake Sull, protagonista di Avatar, conquista la fiducia dei Na’vi imparando i loro usi e costumi e ponendosi alla guida contro l’invasione dell’esercito americano nel pianeta <strong>Pandora</strong>. Alla stessa maniera chi si occupa di <a href="http://www.infomail.it/"><strong>email marketing</strong></a> dovrebbe stabilire con i destinatari delle comunicazioni un rapporto empatico basato sull reciproca fiducia: dovrebbe creare una rete virtuale fatta di scambi, di comunicazioni personali e di estensione di informazioni a terze persone attraverso le operazioni di <strong>viral marketing</strong>.</p>
<p>I destinatari delle comunicazioni, devono a loro volta “vedere” le vostre email al di là di ogni comprensibile filtro visivo determinato dal numero sempre più crescente di email che ognuno riceve quotidianamente e dall’ambiguità comunicativa evocata da un testo scritto. Un buon numero di utenti, nel guardare le email si soffermano solo all’anteprima in un sorta di screening superficiale che ci tutela dal dover perdere tempo in affari di dubbia utilità.</p>
<p>Così come il volto di una persona è quello che per primo ci colpisce nell’analisi di un individuo, alla stessa maniera l’anteprima dell’email ne costituisce il primo bigliettino da visita: già nella parte più alta dell’email, i destinatari dovrebbero cogliere in modo immediato il logo che identifica il mittente e un testo che sintetizza il contenuto della comunicazione. Cogliendo in pieno tagli dettagli occuperanno poi un po’ di tempo a leggere le informazioni restanti o a documentarsi sui servizi offerti.</p>
<p>La guerriera Na’vi Neytiri percepisce in <strong>Jake Sull</strong> i segni di Eywa, la divinità sacra e in tal senso lo identifica come speciale: il misticismo di tale manifestazione nell’email marketing è sostituito da un buon approccio comunicativo e da una preziosa <strong>strategia di marketing</strong>. Solo allora i destinatari, nel ricevere le email potranno dire “Io ti vedo!”</p>
<p><strong>Simona Ibba</strong> (Business Development Manager della  piattaforma <strong>Infomail</strong>)</p>
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		<title>Email marketing: come fare scacco matto</title>
		<link>http://www.strategiedisviluppo.it/2010/03/04/email-marketing-come-fare-scacco-matto/</link>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 17:48:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Ibba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo anno: fermiamoci un attimo! Troviamo il tempo per pensare, elaborare, progettare. Un buon inizio è sempre preceduto da una discreta fase di studio. Per chi si occupa di email marketing i propositi di un anno che si avvia sono contornati da tutti quegli strumenti che fanno dell’innovazione e della condivisione dell’informazione il valore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><!-- section_menu  TRANS --><a href="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/11/email-marketing1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-144" style="margin-left: 5px; margin-right: 5px;" title="email-marketing1" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/11/email-marketing1.jpg" alt="" width="230" height="215" /></a>Un nuovo anno: fermiamoci un attimo! Troviamo il tempo per <strong>pensare</strong>, <strong>elaborare</strong>, <strong>progettare</strong>. Un buon inizio è sempre preceduto da una discreta fase di studio.<br />
Per chi si occupa di <strong>email marketing</strong> i propositi di un anno che si avvia sono contornati da tutti quegli strumenti che fanno dell’innovazione e della condivisione dell’informazione il valore aggiunto di un mestiere che difficilmente raggiunge la perfezione, ma che all’eccellenza si deve comunque avvicinare.</p>
<p><strong>Tweet</strong>, <strong>post</strong>, <strong>iphone</strong>, seminari, conferenze, documenti, ricerche su web, sono i mezzi per ampliare la conoscenza e per apprendere quanto sia efficace l’email marketing.<br />
Le azioni di marketing hanno un livello di performance direttamente proporzionale alla comprensione del comportamento degli individui a cui tali azioni sono indirizzate. La mente umana è però l’oggetto più imprevedibile: il marketing diventa un gioco di scacchi in cui intuire l’atteggiamento più promettente o la mossa più vantaggiosa fra le tante che si presentano. La partita del marketing è comunicazione, stile, estetica in un equilibrio perfetto tra psicologia e razionalità, tra tattica e strategia.</p>
<p>Uno scacchista, per diventare bravo, si deve allenare e deve confrontarsi con molteplici avversari. Ogni rivale avrà un comportamento diverso: attraverso ciascuno di questi atteggiamenti, così come dai difetti, si può arrivare ad un’intuizione.</p>
<p>Per chi si occupa di email marketing alla stessa maniera, è utile testare sul campo quali siano le migliori azioni per affascinare i destinatari delle email; è però ancora più indispensabile studiare le email che arrivano sulla nostra casella di posta: l’obiettività e lo spirito critico che si utilizza nei confronti di un altrui lavoro, e gli atteggiamenti che tale progetto suscitano in noi, possono rivelarsi preziosi.<br />
In questo modo scopriremo che…</p>
<p>Troviamo particolarmente fastidiosa quella <strong>newsletter</strong> che viene spedita con una frequenza tale da rischiare di subire una imperitura operazione di deiscrizione. Un giocatore che compie cinque o sei mosse successive senza aspettare una giocata dell’avversario, si illude di partecipare ad un solitario, non a scacchi: il proverbio “melius abundare quam deficere” deve essere usato con cautela!</p>
<p>Abbiamo paura di essere travolti da quell’email che ci propone offerte uniche e irripetibili e ci fa infinite promesse. Nessuna azienda lavora per ottenere un guadagno nullo e l’enfasi su alcune parole, profuma di fregatura. Nel riceverla andiamo alla ricerca di quel minuscolo asterisco, molto simile ad un refuso grafico, che ci spiega che quello sconto del 50% tanto urlato, è riservato solo a pochissimi prodotti.</p>
<p>Pensavamo di aver ricevuto un’email fantasma quando il client di posta ci segnalava una nuova email che non aveva un oggetto o al contrario stavamo per spostare nella cartella spam quell’email il cui oggetto era incomprensibile perchè costituito da parole come it, low cost, off, sales, ecc.</p>
<p>Ci piaceva tanto quella comunicazione in cui immagini e testo erano ben integrate e il cui messaggio era tanto esplicito da consentirci di assimilarlo senza dover perdere troppo tempo e da convincerci ad accedere immediatamente al sito web a cui l’email faceva riferimento.</p>
<p>Solo con l’esperienza nel campo dell’email marketing, unita ad una buona dose di studio e di intuizione potremo dunque dichiarare: “Scacco matto!”</p>
<p><strong>Simona Ibba</strong> (Business Development Manager della piattaforma <strong>Infomail</strong>)</p>
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		<title>Twitter e email marketing: non un semplice cinguettare</title>
		<link>http://www.strategiedisviluppo.it/2010/01/15/twitter-e-email-marketing-non-un-semplice-cinguettare/</link>
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		<pubDate>Fri, 15 Jan 2010 19:05:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Ibba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Qual è la tipica espressione utilizzata da chi è a conoscenza di una preziosa informazione, mista tra segreto e pettegolezzo, di cui non vuole rivelare la fonte? “Un uccellino, mi ha detto…” Ed ora il buffo e minuto uccellino azzurro parla realmente nella rete ed è il veicolo di conoscenza. Twitter è un sistema di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/12/twitter.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-153" title="twitter" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/12/twitter.jpg" alt="" width="200" height="200" /></a>Qual è la tipica espressione utilizzata da chi è a conoscenza di una preziosa informazione, mista tra segreto e pettegolezzo, di cui non vuole rivelare la fonte? “<em>Un uccellino, mi ha detto…</em>” Ed ora il buffo e minuto uccellino   azzurro parla realmente nella rete ed è il veicolo di conoscenza.</p>
<p><strong>Twitter </strong>è un sistema di comunicazione diretta che si basa sulla volontà di condividere con tutti i contatti ciò che si sta facendo in quel preciso istante e di conoscere, nel contempo, le news degli altri utenti.</p>
<p>Faccio finta di lavorare, ma oggi non ho proprio voglia…”</p>
<p><em> </em><strong>Scrive un dipendente su Twitter</strong></p>
<p><em>“Sto pensando seriamente di licenziare i dipendenti meno   produttivi!!!”</em><br />
<strong> </strong></p>
<p><strong></strong><strong>Scrive un capo su Twitter</strong></p>
<p>Ogni messaggio impostato su Twitter deve avere la lunghezza massima di <strong>140 caratteri</strong>, ma quale frase può essere più efficace di un   “<strong>tweet</strong>” (cinguettare) altamente incisivo in cui la tendenza   alla <strong>brevità</strong> si unisce al sarcarsmo o all’umorismo?</p>
<p>Twitter e posta elettronica hanno molto in comune: il cinguettare virtuale, se ben utilizzato, può essere un ottimo strumento per l’email marketing.</p>
<p>L’email ha l’oggetto, Twitter ha il tweet. Un’email ha un testo, Twitter ha   un link ad una pagina di destinazione.<br />
Come l’email, Twitter è un sistema di messaggistica che permette di raggiungere direttamente i clienti e dà loro la possibilità di rispondere o di inoltrare (<strong>retweet)</strong> il messaggio   ad altri secondo gli stili canonici del <strong>viral marketing</strong>. Il processo per cui si sceglie di seguire i post di un utente o di bloccare la visualizzazione dei messaggi è molto simile alle procedure di sottoscrizione e di deiscrizione dell’email marketing.</p>
<p>Lo sforzo maggiore dovrebbe essere speso nell’integrare Twitter con gli altri canali di comunicazione e in primo luogo con le proprie e-mail. É infatti possibile promuovere il proprio URL di Twitter nelle <strong>email   inviate</strong>, spiegando eventualmente quali sono i vantaggi che nascono nel   seguire news aggiornate e puntuali (<em>informazioni privilegiate, offerte   speciali, sconti…</em>) o incoraggiare i destinatari della propria <strong>newsletter </strong>a condividere le vostre informazioni con altri   utenti.</p>
<p>Il successo di questa integrazione nasce dalla palese volontà di <strong>umanizzare il proprio brand</strong>: ci si rende prossimi ai clienti,   si crea un rapporto confidenziale, immediato, esclusivo.</p>
<p>Twitter e l’email marketing hanno un sovrano comune: i <strong>contenuti</strong>! I messaggi devono destare l’interesse dei lettori. É necessario comprendere quali informazioni inserite possono essere percepite come un valore e risultino utili o divertenti.<br />
Se i contenuti non sono   interessanti non importa se si utilizzano gli strumenti dell’<strong>email   marketing</strong>, <strong>Twitter</strong>, o il <strong>proprio sito   web</strong>: la campagna pubblicitaria non avrà successo!</p>
<p><strong>Simona Ibba</strong> (*)</p>
<p>***</p>
<p>Simona Ibba è Business Development Manager della piattaforma per l&#8217;invio di newsletter Infomail.</p>
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		<title>Email marketing: pensa prima di inviare</title>
		<link>http://www.strategiedisviluppo.it/2009/11/12/email-marketing-pensa-prima-di-inviare/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 09:08:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simona Ibba</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Non può che destare una risata argentina la storia di Christine che, dopo aver trascorso una serata romantica con Gregory, aitante ed elegante manager di un’importante agenzia pubblicitaria, decide di sferzare il colpo finale della sua strategia di corteggiamento attraverso una formidabile sorpresa: preleva l’indirizzo email di Gregory dal sito web dell’azienda, scrive una dolcissima [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-144" style="margin-left: 7px; margin-right: 7px;" title="Email marketing" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/11/email-marketing1.jpg" alt="email-marketing1" width="230" height="215" />Non può che destare una risata argentina la storia di Christine che, dopo aver trascorso una serata romantica con Gregory, aitante ed elegante manager di un’importante agenzia pubblicitaria, decide di sferzare il colpo finale della sua strategia di corteggiamento attraverso una formidabile sorpresa: preleva l’indirizzo email di Gregory dal sito web dell’azienda, scrive una dolcissima e personalissima email degna della più emozionante soap opera e la invia. Nel pomeriggio Gregory manda un sms a Christine: “L’indirizzo che hai trovato sul sito è un indirizzo comune dell’azienda: tutti i colleghi ora conoscono perfettamente i dettagli della serata di ieri! Proprio una bella figura!!! Grazie!”.<br />
Questa storia è raccontata all’interno del sito Thinkbeforeyousend.com (<strong>Pensa prima di inviare!</strong>), che racchiude centinaia di gaffe elettroniche di chi ha cliccato sul tasto <strong>INVIA</strong> con un po’ di leggerezza.<span id="more-138"></span></p>
<p>Un’email sbagliata, frutto spesso della fretta e dell’enorme quantitativo di comunicazioni che si inviano può scatenate reazioni disastrose nel privato, nel lavoro e nell’ambito del proprio business. Se non si applica la giusta attenzione viene minata la propria tranquillità: è ad esempio il caso recentemente affrontato dal Dipartimento di Giustizia americano in cui si discuteva il caso di un dipendente americano licenziato per aver utilizzato via email un atteggiamento scorretto.<br />
Chi opera nell’ambito dell’<a href="http://www.infomail.it/"><strong>email marketing</strong></a> ha il dovere di tenere sempre vigile l’attenzione per evitare che newsletter o dem, da vantaggiosi strumenti di business diventino curiose barzellette da raccontare agli amici nel tempo libero.<br />
<strong>Ecco un piccolo prontuario per evitare spiacevoli e buffi inconvenienti</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Non utilizzare indirizzi email aziendali</strong> per inviare messaggi privati, anche se si tratta di invii fatti agli stessi colleghi, soprattutto se si tratta dello stesso indirizzo email che compare come mittente della newsletter e che quindi dovrebbe costituire già da solo il primo bigliettino da visita per prospect e clienti.</li>
<li><strong>Non spedire ad indirizzi email raccolti via web</strong>: si tratta di un’attività di spam. Chi inserisce il proprio indirizzo in un sito spera di essere contattato da eventuali clienti e non da chi, a sua volta si propone come venditore di qualcosa.</li>
<li>Essere decisamente molto<strong> concentrati</strong> nel momento in cui si deve selezionare la lista di invio o si vuole scrivere manualmente l’indirizzo del destinatario. La stessa attenzione deve essere prestata nell’inserimento dell’oggetto onde evitare di lasciare nell’email lo stesso oggetto precedentemente utilizzato per i test che nella migliore delle ipotesi è qualcosa del tipo: “dem clienti registrati dal sito”.</li>
<li>Utilizzare un <strong>linguaggio non convenzionale</strong> solo se i destinatari permettono modi di espressione non formali: ambiguità e sarcasmo non sempre sono efficaci, soprattutto se si cade nella banalità.</li>
<li>Essere <strong>precisi nei messaggi</strong> per evitare congetture e incertezze che riducono l’efficienza della comunicazione.</li>
<li><strong>Evitare lo stato di disinibizione</strong> che generalmente si utilizza quando si scrive davanti ad un monitor quando il contatto con i destinatari delle email risulta molto più indiretto che con una telefonata.</li>
</ul>
<p>Se l’email ricevuta è veicolo di una<strong> gaffe</strong> ha una vita lunga, difficilmente viene cancellata (soprattutto dalla memoria) e possibilmente viene divulgata per suscitare le risate di amici e colleghi: addio della credibilità!</p>
<p align="justify">Simona Ibba</p>
<p><strong>Simona Ibba è Business Development Manager della piattaforma per l&#8217;<a href="http://www.infomail.it/">invio di newsletter</a> Infomail.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>10 regole commentate per l&#8217;email marketing</title>
		<link>http://www.strategiedisviluppo.it/2009/08/30/10-regole-email-marketing/</link>
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		<pubDate>Sun, 30 Aug 2009 09:45:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Lars Woessner, amministratore delegato in Italia di eCircle, fornitore di prodotti e servizi per l’email marketing, illustra le 10 variabili per una comunicazione dai ritorni garantiti. Le elenco qui di seguito con alcuni miei commenti, riportati in corsivo nell&#8217;articolo. 1. Oggetto del messaggio: è un elemento fondamentale, poiché è in base a questo che un utente sceglie se [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-full wp-image-112" style="margin: 5px 7px;" title="email-marketing" src="http://www.strategiedisviluppo.it/wp-content/uploads/2009/08/email-marketing.jpg" alt="email-marketing" width="278" height="270" />Lars Woessner</strong>, amministratore delegato in Italia di <strong>eCircle</strong>, fornitore di prodotti e servizi per l’email marketing, illustra le <strong>10 variabili</strong> per una comunicazione dai ritorni garantiti. Le elenco qui di seguito con alcuni miei commenti, riportati in corsivo nell&#8217;articolo.</p>
<p><strong>1. Oggetto del messaggio</strong>: è un elemento fondamentale, poiché è in base a questo che un utente sceglie se leggere, o meno, il nostro messaggio. L’oggetto deve essere breve, enfatizzare i benefici per l’utente e spingerlo all’azione. <em>- Per favore NON parlate di vantaggi, proprio non usate il termine &#8220;vantaggi&#8221;. Fa venire in mente la domanda &#8220;quali sono gli svantaggi?&#8221;.</em></p>
<p><em></em><strong>2. Creatività</strong>: gioca un ruolo primario per fare colpo sui lettori. Grazie all’HTML è possibile creare messaggi accattivanti in cui inserire immagini e link. E’ importante riprendere la grafica del sito aziendale, per incrementare il livello di brand awareness, e utilizzare immagini coerenti con i contenuti. &#8211; <em>L&#8217;uso della grafica ha molte controindicazioni. Una su tutte quella di classificare subito come pubblicità il vostro messaggio e predisporre l&#8217;attenzione del lettore in modo diverso e, in linea di massima, meno positivo.</em></p>
<p><em></em><strong>3. Versione testuale</strong>: sempre più utenti accedono alle email tramite dispositivi come BlackBerry, dove i messaggi HTML non vengono visualizzati. E’ molto importante quindi che ogni messaggio sia sempre supportato da una versione testuale. &#8211; <em>Giusto ma questo vale anche per i normali messaggi di posta elettronica.</em></p>
<p><em></em><strong>5. Logo e call-to–action</strong>: posizionare il logo dell’azienda in posizione predominante, in modo che sia immediatamente visibile all’apertura del messaggio. Non dimenticare di includere anche una call-to-action che spinga gli utenti a reagire, offrendo loro molteplici possibilità di contatto (sito, email, telefono, ecc.). &#8211; <em>Il logo lo metterei alla fine del messaggio, aprirei invece con un incipit, una bella domanda&#8230; ma è un punto di vista e non vale se siamo la Ferrari!</em></p>
<p><em></em><strong>6. Spam</strong>: è importante adottare alcune semplici tattiche per fare in modo che il messaggio venga recapitato con successo senza finire nella casella di spam. Non utilizzare colori sgargianti (rosa e rosso in particolare), font insoliti, ‘spammy words’, troppi punti esclamativi o interrogativi e lettere maiuscole. E’ inoltre fondamentale assicurarsi che il codice HTML sia corretto. &#8211; <em>Fosse così semplice&#8230; Ormai i sistemi antispam dei programmi elettronici occultano ai destinatari anche i messaggi più &#8220;innocenti&#8221; inviati da mittenti noti&#8230;</em></p>
<p><em></em><strong>7. Profilazione</strong>: analizzare le informazioni contenute nei profili degli utenti (dati demografici, geografici, informazioni sul comportamento) per inviare informazioni pertinenti e personalizzate. &#8211; <em>Quello del mito della profilazione è un argomento molto complesso da affrontare prossimamente in apposito articolo&#8230;</em></p>
<p><em></em><strong>8. Personalizzazione</strong>: è l’elemento chiave per garantire maggiori ritorni in termini di performance. &#8211; <em>Sperando che per personalizzazione non s&#8217;intende solo il fatto che in testa al messaggio appare il nome e cognome del destinatario! -<br />
</em>Newsletter ed email “ad hoc” sono la carta vincente per attirare l’attenzione dei destinatari. La tipologia di offerta dovrà sempre considerare le preferenze dei clienti per essere efficace (sconti o voucher, messaggi mono o multi &#8211; tematici, offerte speciali).</p>
<p><strong>9. Giorno, ora e frequenza di invio</strong>: variano molto a seconda dei destinatari e dei prodotti che si vogliono promuovere. A livello generale, martedì, mercoledì e giovedì, sono i giorni prescelti dagli esperti di marketing per l’invio di newsletter e campagne email. E’ sempre molto importante trovare un giusto equilibrio nella frequenza di invio. &#8211; <em>Se possibile inviate i vostri messaggi in modo non troppo regolare, in modo che non sembrino delle &#8220;circolari&#8221;. Scrivete ai vostri clienti come fate con gli amici. Voi scrivete ai vostri amici con cadenza settimanale?</em></p>
<p><em></em><strong>10. Analisi delle performance</strong>: dopo l’invio è fondamentale analizzare il comportamento degli utenti sulla base di aperture, click e degli acquisti effettuati. Grazie a queste preziose informazioni è possibile ottimizzare la propria strategia di email marketing e attuare conseguenti attività di cross-selling e up-selling. &#8211; <em>Senza dimenticare che i risultati di ogni messaggio dipendono dallo stesso messaggio e che non è buona regola trarne conclusioni che valgono anche per campagne successive. Questa è l&#8217;attività che richiede più esperienza e competenza per evitare che i nostri errori aumentino invece di diminuire.</em></p>
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